Il Grande Scisma d’Occidente ovvero quando la Chiesa Cattolica ebbe 3 Papi in Contemporanea

Placca in ricordo del Concilio di Costanza. Foto: Angela Ambrogetti/ACI Stampa

Questo è forse uno dei periodi più inquieti della che la Chiesa Cattolica abbia mai vissuto. Forse non tutti sanno che questo periodo, soprannominato dagli storici il Grande Scisma d’Occidentte, fu l’unico periodo in cui la Chiesa Cattolica ebbe tre papi. Ecco perché:

Doppio papato:

Si è appena concluso il periodo avignonese grazie anche ai grandi sforzi sia fisici che spirituali della giovane Santa Caterina da Siena, che riesce a convincere Gregorio XI (1370-1378) a fare ritorno a Roma nel 1377, dove muore l’anno dopo.

Alla morte di Gregorio XI il conclave si riunisce a Roma, ma 11 dei 16 cardinali elettori sono francesi e si teme un non previsto ritorno della curia papale ad Avignone. Tra il popolo romano si diffonde la voce e presto si iniziano a creare diversi tafferugli nell’urbe che premono sui cardinali elettori che alla fine, timorosi della folla, eleggono Urbano VI (1378-1389).

Il 9 agosto del 1378 13 cardinali, affermando che l’elezione di Urbano VI è invalida perché avvenuta sotto la minacciosa pressione della folla, eleggono un cardinale francese che assume il nome di Clemente VII, che tentò di riconquistare Roma con la forza, ma sconfitto in battaglia da Urbano VI, si stabilisce ad Avignone, creando di fatto lo scisma d’Occidente.

Europa divisa

Questo comporta che anche le varie nazioni d’Europa si schierassero secondo criteri politici. Nell’Obbedienza romana troviamo il Sacro Romano Impero, l’Inghilterra, l’Italia del Nord, l’Ungheria e i regni scandinavi; l’obbedienza Avignonese contava con l’appoggio della Francia, i regni di Napoli e di Sicilia, la Savoia, i regni della Penisola Iberica e la Scozia.

Uno scisma particolare

Si tratta di uno scisma particolare perché si continua ad avere coscienza che la Chiesa Cattolica è una sola. L’unico problema rimase quello di stabilire chi fosse il papa legittimo.

Quanto durerà?

Lo scisma durerà 40 anni e fu un forte colpo al prestigio del papato, che tra l’altro si ritrovava con la duplicazione dei costi per poter mantenere due curie diverse e quindi un sostanziale aumento del fisco.

Prove di riavvicinamento

Siamo nel 1406 e viene eletto un nuovo papa romano dopo la morte di Gregorio XI, Bonifacio IX e Innocenzo VII: il nuovo papa fu Gregorio XII (1406-1415). Nel frattempo, dalla parte avignonese fu eletto Benedetto XIII (1394-1423).

Dopo un primo riavvicinamento che pareva potesse concludere il periodo scismatico ecco il colpo di scena. I due papi si erano accordati su una comune abdicazione: Gregorio XII cambiò di parere e assunse un’atteggiamento intransigente e rigido, forse mosso dagli interesse dei suoi parenti, avidi di profitto.

Indignatissimi per la violazione della promessa la maggioranza dei cardinali romani si staccarono dall’obbedienza di Gregorio e lo stesso fecero i cardinali francesi con Benedetto XIII.

 

Tre papi

In seguito a questi fatti, tredici cardinali di Gregorio XII e la curia di Benedetto XIII si radunarono per una comune deliberazione e dicessero di convocare nel 1409 un concilio universale a Pisa, per ridare la pace alla Chiesa.

I due papi non accettarono l’iniziativa e convocarono un sinodo ognuno.

Dal concilio di Pisa fu eletto Alessandro V, arcivescovo di Milano (1409-1410) che morto un’anno dopo l’elezione fu sostituito da Giovanni XXIII (1410-1415).

Da qui il famoso periodo dei tre papi.

Duomo di Costanza. Sede del Concilio. Foto: Angela Ambrogetti ACI Stampa

Il Concilio di Costanza (1414-1418) fu uno dei più grandi concili ecumenici della cristianità di tutti i tempi, in un certo qual modo ricordato come un congresso di tutto l’Occidente cristiano che riuscì a riportare l’unità nella Chiesa.

In esso abdicò Gregorio XII (Obbedienza romana), fu processato Benedetto XIII (Obbedienza avignonese) e Giovanni XXIII invece, fu deposto dopo essere stato imprigionato.

Nel conclave tenutosi a Costanza, nella loggia dei mercanti nel 1417 fu eletto Martino V (1417-1431). In lui la Chiesa ricevette il nuovo capo universalmente riconosciuto e degno.

Siamo forse riusciti a rendere più chiara una situazione alquanto sconosciuta che dovette affrontare la Chiesa e che riuscì a risolversi solo parzialmente grazie alla rinuncia di Papa Gregorio XII e all’elezione di Martino V.

Preghiamo per l’Unità della Chiesa!

Seguici!

Commenti

commenti