Il Primo Santo in “Giacca e Cravatta”?

Foto: ACI Prensa

Può un ricco imprenditore diventare santo? E’ la storia di Enrique Shaw, ricco uomo d’affari argentino, morto nel 1963, che Papa Francesco vorrebbe canonizzare.

In un’intervista rilasciata a un giornalista messicano di Televisa Papa Francesco ha rivelato: “Sto portando avanti la causa di beatificazione di un ricco imprenditore argentino, Enrique Shaw che era ricco, ma santo. Una persona può avere denaro. Dio il senato lo concede perché lo amministri bene. E quest’uomo lo amministrava bene. Non con paternalismo, ma facendo crescere quelli che avevano bisogno del suo aiuto”.

Enrique Shaw, nacque a Parigi un 26 di Febbraio del 1921. Figlio di genitori argentini. Da sempre lo distingueva una profonda fede religiosa. All’età di 14 anni decise di entrare a fare parte della Scuola Navale Militare.

E’ stato da sempre un buon lettore e cercava costantemente di rispondere alle proprie inquietudini spirituali. All’età di 16 anni iniziò a leggere libri di economia, filosofia, storia e scienza.

Conobbe Cecilia Bunge in quel di Buenos Aires, con la quale si sposò ed ebbe nove figli.

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Ma le inquietudini crescevano ed Enrique non sapeva quale fosse la missione che Dio gli stava chiedendo. Parlando con un sacerdote riuscì finalmente a fare chiarezza. Dio gli stava chiedendo un apostolato specifico

Portare al mondo imprenditoriale il Vangelo. Seminare speranza, saper osservare la realtà, rinunciare al beneficio apparente del momento, fare da ponte tra coloro che conoscono i problemi e coloro che sono immersi nei problemi.

Si incorporò all’Azione Cattolica e Movimento Familiare Cristiano. Nel 1946 l’Episcopato Argentino gli da l’incarico di organizzare, assieme ad altri imprenditori, gli aiuti che il paese avrebbe prestato all’Europa appena uscita dalla Seconda Guerra Mondiale.

La sua aspirazione più grande rimaneva quella di incidere sulla classe dirigente del paese. Fu così che fondo l’Associazione Cristiana di Imprenditori (ACDE) della quale fu il primo presidente. Fu così che la sua intensa azione evangelizzatrice si diffuse tra le classi dirigenti di tutta l’America Latina.

Nel 1957 arrivò un cancro. Una lotta tenace lo accompagnò ma che non gli impedì di manette un intensa attività partecipando a Congresso, tenere conferenze, editando pubblicazioni, elaborando diari e manoscritti. In questi ultimi spuntava un uomo totalmente unito a Cristo. “Non basta fare le cose bene, o addirittura molto bene. E’ necessario essere totalmente di Cristo, pensare se ogni azione che compiamo sia d’accordo con le intenzioni del Cuore di Cristo”.

Morì all’età di 41 anni, nel 1962, dopo aver sofferto moltissimo a causa del cancro e dopo aver tentato un viaggio a Lourdes, voluto dalla sua famiglia, ma che lui offrì non per la sua salute ma per quella dei suoi partenti e amici.

La Santa Sede ha confermato di aver approvato la validità giuridica della causa di beatificazione e canonizzazione di Enrique Shaw, che è stato inoltre proclamato Servo di Dio.

Tutti possono essere Santi!

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