7 Incredibili Miracoli di San Benedetto

Public Domain, Wikimedia Commons / ChurchPOP

Il 13 Giugno è la festa di San Benedetto da Norcia, autore della famosa regola di San Benedetto e della famosa medaglia protettiva.

Una delle prime biografie della sua vita fu scritta da Papa San Gregorio Magno e nella quale vengono elencate molte storie di miracoli incredibili compiuti da questo monaco.

Qui di seguito ne condividiamo sette con voi

1) Ruppe un bicchiere pieno di veleno mentre lo benediceva con il Segno della Croce

L’abate di un monastero vicino morì e i monaci di quel convento chiesero a San Benedetto di prenderne il posto e diventare il nuovo abate.

Inizialmente il santo rifiutò la proposta, ma dopo molte insistenze da parte dei monaci del monastero San Benedetto decise di accettare l’incarico.

San Benedetto era un abate molto più esigente di quello anteriore e in poco tempo i monaci cominciarono a odiarlo. Così decisero che lo avrebbero ucciso avvelenando il bicchiere di vino dal quale il santo avrebbe bevuto.

Ma quando fece il Segno della Croce per benedire il vino, il bicchiere si ruppe come se gli fosse stata scagliata una pietra.

San Gregorio Magno descrive la storia con queste parole:

“Comprese subito l’uomo di Dio che quel vaso non poteva contenere che una bevanda di morte, perché non aveva potuto resistere al segno che dona la vita”

2) Salvò un uomo che stava per affogare trasformandosi in un’altra persona.

Un monaco chiamato Placido stava raccogliendo dell’acqua presso il lago e accidentalmente cadde e fu trasportato rapidamente dalla corrente verso il centro.

Nonostante San benedetto si trovasse abbastanza lontano dall’accaduto, seppe miracolosamente quello che stava accadendo e immediatamente ordino al monaco chiamato Mauro di correre verso il lago per salvare Placido.

Quando Mauro giunse al lago senza pensarci corse verso il lago camminando sopra la superficie dell’acqua, prese Placido dai capelli e lo riportò a riva.

Solo dopo aver salvato Placido Mauro si rese conto di aver camminato sull’acqua. San Gregorio Magno dice che Mauro “Sbalordito di aver fatto una cosa che non avrebbe mai presunto di poter fare, fu preso da spavento e si affrettò a raccontare ogni cosa al Padre”.

Qui tutto diventa più strano. Giorni dopo, parlando di questo accaduto Mauro capì che egli nel momento di salvare Placido non era cosciente di star camminando sull’acqua.

E Placido? Egli affermò che la persona che lo aveva tirato fuori dall’acqua non portava gli stessi vestiti di Mauro, ma di San Benedetto.

In altre parole, in modo misterioso, anche se Mauro era stato colui che si era recato al lago, San Benedetto aveva lavorato miracolosamente attraverso di lui per farlo camminare sull’acqua e salvare Placido.

3) Leggeva la Mente dei suoi Monaci

Alcuni dei suoi monaci furono inviati per consegnare un messaggio in una città vicina. Durante il viaggio, San Benedetto gli ordinò di digiunare, come erano soliti fare.

Ma il viaggio durò più del previsto e una persona lungo il tragitto li invitò a casa per mangiare ed essi accettarono, chi se ne sarebbe reso conto?

San Benedetto sapeva.

Quando tornarono, egli chiese immediatamente dove erano stati a mangiare.

Quando gli risposero che non aveva mangiato in nessun posto, San Benedetto gli chiese dove avevano mangiato e quando avessero bevuto.

Scoperti, e intimoriti dal fatto che San benedetto conoscesse tutti i dettagli, “caddero di fronte a lui in ginocchio” e confessarono i loro peccati.

4) Resuscitò un Bambino

Durante il progetto di costruzione di una abbazia, Satana fece visita a San Benedetto e gli disse che pianificava un attacco ai monaci che lavoravano al progetto.

Immediatamente San Benedetto inviò un messaggio per avvertire i monaci lavoratori. Appena giunse il messaggio, una delle pareti laterali dell’abbazia appena costruita cadde addosso a un bambino piccolo che stava dando una mano alla costruzione, provocandone la morte.

Presi dallo sconforto, i monaci portarono il corpo morto e mutilato a San benedetto, che pose il cadavere del piccolo su un tavolo, fece uscire tutti dalla stanza e iniziò a pregare.

Miracolosamente il bambino tornò in vita e il suo corpo fu sanato da tutte le lesioni.

5) Mosse una pietra enorme con la sua preghiera

Alcuni monaci erano impegnati nella costruzione di alcune stanze di un’abbazia e durante i lavori si ritrovarono che una pietra gigantesca era stata posta davanti sul sentiero che portava all’abbazia.

Pur cercando di spostarla tutti insieme, non ci riuscirono.

Cosa fecero? Chiamarono San Benedetto!

Egli si presentò sul posto e iniziò a pregare. Dopo un po’ la pietra iniziò a muoversi e monaci poterono passare.

6) Esorcizzò un demonio ostinato

Un uomo di un paese vicino era posseduto da un demonio e il vescovo locale no poteva esorcizzarlo.

Allora inviò l’uomo presso i  santuari di molti santi martiri, ma senza successo.

Finalmente, il vescovo decise di chiamare San Benedetto, che invocò Gesù Cristo nella preghiera e immediatamente liberò l’uomo da quel demonio.

Benedetto diede a l’uomo due regole da compiere per evitare un altro attacco demoniaco:

1 Astenersi dal mangiare carne il resto della sua vita e

2 non cercare di diventare sacerdote.

7) Non si sorprese dell’inganno del diavolo

Duranta la costruzione di un’abbazia, San Benedeto chiese che i monaci scavassero un buco profondo. In questo buco trovarono una statua antica di un idolo di bronzo.

Per qualche ragione, uno dei monaci pose la statua dell’idolo in cucina, non con l’intenzione di adorarlo, ma soltanto per appoggiarlo.

Subito dopo scoppiò un incendio che devastò la cucina. Preoccupati che il fuoco potesse divampare in tutta l’abbazia i monaci chiamarono San Benedetto, che sorprendentemente disse che non vedeva alcun fuoco.

I monaci continuavano ad insistere dicendo che l’incendio si stava diffondendo ovunque, a quel punto San Benedetto si rese conto che le fiamme erano un trucco usato dal diavolo per spaventare quei monaci, un trucco totalmente che non aveva fatto alcun effetto su di lui.

Egli pregò perché i monaci fossero liberati dall’inganno e così fu.

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