Dibattito Fedez e Don Alberto Ravagnani che “speriamo diventi di moda”

Screenshot Instagram Stories @alberto_rava

Su Instragam è nato un sano dibattito tra Fedez e Don Alberto Ravagnani che, come ha affermato il cantante, “speriamo diventi di moda”

Tutto è nato dal testo del nuovo inedito Roses di Fedez con Dargen D’Amico. Oggi Don Alberto ha precisato: “io non mi sono arrabbiato rispetto a quello che ha detto Fedez nella canzone, anzi, sono stato contento di aver avuto un confronto così con lui”.

“Io sono disponibile, per un confronto, per un incontro, per un progetto, per poter fare qualcosa di bello, ad ampio respiro, per i ragazzi, che sono tanti negli oratori e sono tanti ai tuoi concerti – ha proposto Don Alberto a Fedez -. Chissà che questi due mondi si possano unire, e ne possa nascere qualcosa di spettacolare e inedito”. 

Dibattito Fedez e Don Alberto Ravagnani che “speriamo diventi di moda”

Le parole di Fedez

“Innanzitutto piacere di conoscerti Don Alberto! E trovo fighissimo poter creare un sano dibattito tramite stories, che speriamo diventi di moda. 

Voi siete (e lo dico: per me non è un disvalore) delle fantastiche pedine. Il problema è che dietro di voi c’è uno stato, che vi rappresenta, che ha un enorme potere, che un po’ cozza con la narrazione spirituale.  

(…) realtà, per essere generosi, torbide, rispetto al buon Gesù Cristo, ecco… Spero di averti chiarito il mio punto di vista. Grande Don Alberto 🙏🏼”

La risposta di Don Alberto Ravagnani

“Ciao Fedez, buona domenica. Grazie per il confronto e per i toni di questo dialogo. Credo che possa fare tanto bene a chi ci ascolta. 

Il tuo mondo, a volte, vede i cantanti contrapporsi in ‘dissing’ poco edificanti, insulti, accuse…Il mio mondo invece, a volte, non si espone mai, è sempre fin troppo diplomatico, ha paura di sbilanciarsi. 

Quello che è successo fra me e te, sebbene sia una roba piccola, penso che possa essere importante e significativa, quindi grazie.

Pedofilia: un cancro che squalifica la chiesa

Per quanto riguarda la pedofilia, hai ragione, sono ferite troppo grandi nel cuore della chiesa. Hanno fatto male, fanno male e continueranno a fare male, perché non se ne andranno mai. Ma proprio per questo, in realtà, ci obbligano a mettere in campo tutte le nostre energie per estirpare questo cancro che squalifica la chiesa di fronte al mondo. 

Io però so che qualcosa sta cambiando a partire da Papa Francesco in giù, qualcosa si sta muovendo, forse troppo lentamente, però sarebbe scorretto dire che siamo ancora nella stessa situazione di prima, perché abbiamo aperto gli occhi sul problema.

Ad esempio da maggio 2019 tutti i vescovi hanno l’obbligo di denuncia rispetto a preti implicati in casi di pedofilia. Te lo dico col cuore, anche io spero che questa cosa possa cambiare, perché anche io ne soffro da prete. Chissà che questo dialogo fra me e te possa aiutare a cambiare un po’ la situazione. 

La chiesa si cambia dal basso

Sono straconvinto di questo: che la chiesa si inizia a cambiare dal basso e non dall’alto, o perlomeno nel corso della storia è sempre stato così, no? I grandi santi erano piccoli uomini, delle pedine che dal basso, da dentro, hanno riformato la realtà che li circondava. Un po’ come il lievito nella pasta. 

E anche oggi sta capitando cosi, solo che bisogna dare il giusto spazio, la giusta attenzione, e anche aiuto, a queste pedine che ogni giorno, fedeli al Vangelo e a Gesù Cristo, tentano di fare del bene e aiutano la chiesa ad essere sempre più fedele a se stessa. 

Tanti fanno coincidere la chiesa con il Vaticano, ma non è cosi, il Vaticano è lo stato della chiesa, ma la chiesa è una realtà molto più grande. E credo che ci sia bisogno oggi di puntare gli occhi anche un po’ in basso: guardare a quello che succede negli oratori, nelle parrocchie, nelle caritas, nelle missioni. Sì, lo si sa che c’è gente che fa del bene, però bisognerebbe dare spazio ed importanza anche a loro perché sono veramente un segno grandioso. 

La proposta di Don Alberto

Ci sarebbero tante cose di cui sarebbe bello parlare insieme perché abbiamo due punti di vista diversi ovviamente. Ma, come dicevi tu, non c’è prospettiva senza due punti di vista.

Sarò folle però sogno un mondo in cui, ciò che ci unisce, conta di più di ciò che ci divide. 

Credo che oggi un dialogo di questo tipo fra la chiesa e il mondo, un preticello di oratorio e Fedez, possa fare bene, soprattutto a tanti ragazzi. Non so che cosa possa nascere, se il caso o la Provvidenza possa far nascere qualcosa di utile. 

Io sono disponibile, per un confronto, per un incontro, per un progetto, non so, poter fare qualcosa di bello ad ampio respiro per i ragazzi, che sono tanti negli oratori e sono tanti ai tuoi concerti. Chissà che questi due mondi in realtà si possano unire e ne possa nascere qualcosa di spettacolare e inedito”. 

Approfondimento:

@alberto_rava (Fonte)

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