Rendiamola una vera opportunità di conversione e ritorno all'essenziale!
Per 40 giorni, la Chiesa ci invita a fermarci, a guardarci dentro e a rivolgere il cuore a Dio. Tuttavia questo periodo può diventare una routine, se non lo viviamo con intenzione. Ma quest'anno può essere diverso, può essere più profondo, più trasformativo, più reale...
1. Torna al Cuore, Non è una Routine
Digiunare, pregare e vivere la carità, sono i 3 pilastri fondamentali del cammino quaresimale, ma possono diventare solo consuetudini. La routine può impedire a Dio di trasformarci dentro. La vera conversione avviene nel cuore, quando consegniamo con coscienza la nostra volontà a Dio.
Non dobbiamo fare tutto bene, tutto perfetto. Dobbiamo solo essere consapevoli di ciò che ha bisogno di conversione dentro di noi, dobbiamo riempire di senso le nostre pratiche poiché incidono direttamente su ciò che accade dentro.
2. Pratica un Digiuno che ti avvicini a Dio
Il digiuno non è una punizione, è liberazione. Non si tratta solo di evitare qualche pietanza o pasto, ma di identificare ciò che occupa il posto di Dio nella nostra vita.
Quest'anno possiamo provare il digiuno dalle lamentele, dalle critiche, dalle distrazioni digitali, dalle parole che feriscono, dalla pigrizia. Quando lasciamo spazio, Dio lo riempie. Il vero digiuno ci fa avere fame di eterno.
3. Riscopri il Potere del Silenzio
Viviamo circondati da rumore: notifiche, conversazioni, attività, preoccupazioni costanti. Dio però parla nella brezza leggera.
Dedica ogni giorno qualche minuto al silenzio, senza musica, senza telefono, senza fretta. Nel silenzio si ordinano i pensieri, si rivelano le ferite e si ascolta la voce di Dio. Il deserto quaresimale non è un luogo fisico, è uno spazio interno.
4. Trasforma il Sacrificio in Amore Concreto
La carità non è solo dare denaro, è dare tempo, ascolto, pazienza. Facciamo un ulteriore passo avanti in questa Quaresima, chiediamoci: 'chi ha bisogno oggi di una dimostrazione concreta di amore?'. Può essere un messaggio di riconciliazione, una visita in sospeso, un atto di generosità silenziosa, un aiuto senza aspettarsi riconoscimento. Dare non da ciò che ci avanza, ma da ciò che ci costa, da ciò che ci manca o da ciò che non abbiamo in abbondanza.
“L’amore non è passivo, va incontro all’altro; essere prossimo non dipende dalla vicinanza fisica o sociale, ma dalla decisione di amare. Per questo il cristiano si fa prossimo di chi soffre, seguendo l’esempio di Cristo, il vero Samaritano divino che si è avvicinato all’umanità ferita. Non si tratta di semplici gesti di filantropia, ma di segni nei quali si può percepire che la partecipazione personale alle sofferenze dell’altro implica il donare sé stessi, significa andare oltre il soddisfacimento dei bisogni, per arrivare a far sì che la nostra persona sia parte del dono” (Messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato)
5. Cammina verso la Pasqua con Speranza
La Quaresima non finisce nel sacrificio, ma nella Risurrezione. Non è un momento triste, è un percorso verso la vita. Ogni rinuncia ha senso perché porta alla conversione, al rinnovamento. Ogni sforzo prepara il nostro cuore alla gioia, ogni passo sincero ci avvicina alla vera libertà, Dio. Vivere una Quaresima straordinaria non dipende dal fare più cose, ma dal farle con più senso, sacrificio e autenticità.
“Ogni cammino di conversione inizia quando ci lasciamo raggiungere dalla Parola e la accogliamo con docilità di spirito. Vi è un legame, dunque, tra il dono della Parola di Dio, lo spazio di ospitalità che le offriamo e la trasformazione che essa opera. Per questo, l’itinerario quaresimale diventa un’occasione propizia per prestare l’orecchio alla voce del Signore e rinnovare la decisione di seguire Cristo, percorrendo con Lui la via che sale a Gerusalemme, dove si compie il mistero della sua passione, morte e risurrezione” (Messaggio di Padre Leone XIV per la Quaresima 2026)
