7 Gesti di Solidarietà della Chiesa Cattolica verso gli Ebrei

Foto : Cardinal Jules- Gerard Saliège - San Massimiliano Kolbe - Papa Pio XII / Credito : Dominio Pubblico

Pochi giorni fa si celebrava la Giornata della Memoria, proprio per ricordare che le orribili persecuzioni a danno degli Ebrei furono compiute soltanto 70 anni fa!

Abbiamo voluto scrivere quest’articolo perché spesso la Chiesa Cattolica viene accusata di essere stata complice delle persecuzioni contro gli ebrei.

In realtà, fra le tante persecuzioni ci sono stati gesti di vera solidarietà da parte della Chiesa Cattolica, in primis, da Papa Pio XII, che ha contribuito a salvare centinaia di migliaia di “fratelli maggiori nella fede”.

1) Papa Pio XII

Nel 1939, il Cardinale Eugenio Pacelli fu eletto al Soglio di Pietro, prendendo il nome di Pio XII. Durante il suo pontificato furono molte le occasioni in cui decise di accogliere gli ebrei. Si stima che grazie a Pio XII furono salvati 800 mila ebrei. Il Pontefice li nascondeva in Vaticano, soprattutto a Castel Gandolfo, la sua residenza estiva.

Qui vi nacquero 42 bambini, figli di rifugiati. Come segno di gratitudine, moli di questi furono chiamati “Eugenio”.

Inoltre, diede a Israel Zolli, l’allora capo rabbino di Roma, un considerevole contributo in oro per soddisfare la richiesta che i nazisti imposero alla comunità ebraica per non essere deportati.

Questi e altri gesti di carità fecero sì che il rabbino capo si convertì al cattolicesimo, battezzato con il nome di Eugenio.

2) San Massimiliano Kolbe

Questo santo polacco ebbe una visione da bambino: la Vergine gli apparve e gli mostra un coppa rossa e una bianca. Il rosso significava che sarebbe stato un martire e quello bianco rappresentava la virtù della purezza. Il ragazzo li accettò. Da allora fu un devoto della Vergine e anni dopo entrò a far parte dell’Ordine dei Francescani.

Nel 1936, dopo un viaggio in Giappone, tornò in Polonia. Allo scoppio della seconda guerra mondiale fu imprigionato con altri frati e mandato nei campi di concentramento in Germania e Polonia. Tuttavia, fu rilasciato. Nel 1941 fu nuovamente arrestato e deportato nel campo di concentramento di Auschwitz.

Il modo disumano in cui i nazisti trattarono i deportati non fu un ostacolo per continuare ad esercitare il ministero sacerdotale.

Il 3 agosto del 1941, un prigioniero fuggì e, per rappresaglia, il comandante del campo ordinò di scegliere dieci prigionieri e farli morire di fame. Tra i prescelti c’era il sergente polacco Franciszek Gajowniczek. Appena fu scelto, esclamò: “Mio Dio, ho moglie e figli”. Allora il santo, che non si trovava tra i dieci condannati a morte, si offrì di morire al suo posto.

Durante i dieci giorni di reclusione, San Massimiliano incoraggiò ed esortò i suoi compagni a pregare. Tutti morirono tranne lui. Quando i nazisti videro che era ancora vivo, gli fecero un’iniezione letale. Partì per la casa del Padre il 14 agosto del 1941.

3) Il Cardinale Jules-Gérard Saliège

Il Cardinale Saliège è considerato un eroe perché durante la Seconda Guerra Mondiale affrontò i nazisti in Francia per difendere gli ebrei, obbedendo al mandato di Pio XII. Cercò di migliorare la situazione nei campi di concentramento nel sud-ovest del paese e redasse diversi documenti in difesa del popolo ebraico.

Nel 1941 scrisse alle autorità di Vichy perché si respingesse ogni forma di politica anti-semita. L’anno seguente, il Cardinale emise una lettera pastorale che fu però bandita, rischiando di essere arrestato dalla Gestapo:

“Gli ebrei sono uomini. Le ebree sono donne. Gli stranieri sono uomini, le straniere sono donne. Tutto non è permesso contro loro, contro questi uomini, contro queste donne, contro questi padri e queste madri”.

Nel 2012, in occasione del 70° anniversario del raid che portò alla deportazione di 13.000 ebrei parigini, tra cui 4.000 bambini, lo Yad Vashem di Gerusalemme aggiunse un incisione sulla Medaglia dei “Giusti tra le Nazioni” come segno di ringraziamento per la sua difesa nei confronti del popolo ebraico:

“Chi salva una vita salva il mondo intero”.

4) Beato Odoardo Focherini

Odoardo Focherini era un cattolico militante fin dalla sua gioventù e viene ricordato per aver salvato molti ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale, sapendo di mettere a serio rischio la propria vita.

Si sposò all’età di 23 anni ed ebbe sette figli. A 27 anni divenne presidente dell’Azione Cattolica Italiana, dove tentò di attirare i giovani prima di essere reclutati dal fascismo. Inoltre, è stato direttore del giornale cattolico l’Avvenire.

Assieme ad altri, nel 1943 aiutò più di 100 ebrei a fuggire in Svizzera. Nel 1944 fu arrestato dai nazisti mentre frequentava un ebreo in ospedale. Lo portarono in una ampo di concentramento a Hersbruk. Le condizioni di vita pessime in cui si trovava gli causarono una setticemia che dovuta a un’infezione a un ginocchio. Morì quello stesso anno.

5) Il sacerdote italiano Ottavio Posta

Questo sacerdote italiano riuscì in una grande impresa: nella notte del 19 giugno del 1944, con l’aiuto di un gruppo di pescatori, attraversò il Lago Trasimeno per salvare degli ebrei impregnati nel castello dell’Isola Maggiore a causa delle leggi razziali. Arrivati sull’isola, padre posta fece condurre gli ebrei sulla riva, dove gli inglesi li aspettavano, mentre intorno si abbattevano le mitragliatrici dei nazisti. In una lettera scritta nel 1944, i superstiti scrissero: “don Ottavio Posta, parroco dell’Isola Maggiore sul Trasimeno, durante il periodo della nostra prigionia nell’isola per le leggi razziali, fu per noi di grande aiuto e conforto.” 

Nel settembre del 2011 gli fu concesso il titolo di “Giusto tra le Nazioni”, la condecorazione più alta riconosciuta dallo stato di Israele ai non-ebrei.

6) Il Venerabile Arcivescovo ucraino Andrey Sheptytsky

L’Arcivescovo Andrey Sheptytsky fun un vero e proprio leader della Chiesa Greco-Cattolica in Ucraina dal 1900 al 1944. Offrì la sua vita per poter salvare centinaia di ebrei durante l’occupazione nazista.

Nel 1901 fu nominato Arcivescovo Metropolita dell’Eparchia Ucraina di Lviv, divenendo il maggior rappresentante della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina. Il suo mandato fu caratterizzato da un’enormità di conflitti e di persecuzioni dei diversi governi che si succedettero in Ucraina, inclusi l’Impero Russo, la Seconda Repubblica Polacca, la Germania Nazista e l’Unione Sovietica. 

Durante la Seconda Guerra Mondiale si oppose fermamente alle politica anti-semite naziste e chiedeva ai suoi fedeli di cercare di aiutare come potevano la popolazione ebraica, come dichiara una lettera pastorale scritta nel 1942. Incoraggiò i suoi sacerdoti e gli abati locali ad offrire un rifugio sicuro agli ebrei. In questo straziante lavoro, fu aiutato da suo fratello, il beato Klymentiy Sheptytsky, archimandrita dei monaci studiti della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina.

Inoltre, uso tutte le risorse disponibile per costruire una clinica gratuita per poter aiutare le vittime della guerra.

Nel luglio del 2015, Papa Francesco ha autorizzato il decreto riconoscendo le sue virtù eroiche.

7) Firenze: le Suore Serve di Maria Santissima Addolorata

Nell’autunno del 1943, Maddalena Dei, la superiore del convento delle Suore Serve di Maria Santissima Addolorata, accolse e nascose 12 ragazze ebree in fuga dalla persecuzione nazista in Polonia, Belgio e Francia.

Questo gesto fu una grande risposta alla chiamata fatta allora dal cardinale arcivescovo di Firenze Elia Dalla Costa, per proteggere e accogliere gli ebrei. Dopo la guerra quasi tutte le ragazze si riunirono con le rispettive famiglie, tranne due. Il 13 Gennaio del 2016 il convento è stato riconosciuto come “Casa della Vita” dalla Fondazione Internazionale Raoul Wallenberg.

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