Il Bluetooth? E’ stato un re cristiano e vichingo

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Da dove proviene il termine Bluetooth? Che si tratti dello standard basato sulla tecnologia di trasmissione dei dati senza fili presente sui dispositivi mobili è fatto noto, ma forse non tutti sanno che per conoscerne l’etimologia è necessario tornare indietro di 1000 anni, precisamente ai tempi in cui il popolo vichingo popolava le terre – e i mari – del nord Europa.

Un re cristiano e vichingo

Harald Gormsson è stato uno degli ultimi re della Danimarca. Governò la Danimarca e la Norvegia dall’anno 958 al 986. Figlio del re vichingo Gorm Il Vecchio è passato alla storia per essere stato in grado di unificare i Paesi scandinavi in un solo regno.

Ebbene, Gormsson era soprannominato Blåtand, parola che in danese significa “dente blu”, dalle parole blå – blu – e tand – dente. 

Tutto qui? Per niente! Fu anche un re che si convertì al Cristianesimo e con lui tutto il popolo scandinavo. Il tutto grazie ad un sacerdote tedesco di nome Poppo.

La tradizione racconta che per confermare la sua fede in Cristo Aroldo chiese al sacerdote Poppo di tenere in mano un ferro ardente in mano, cosa che il sacerdote fece senza dubitare.

Dopo tale episodio Re Aroldo I chiese di essere battezzato.

Ma perché usare un nome di un vichingo per questa nuova tecnologia?

 L’azienda svedese Ericsson ha voluto riferirsi alla particolare abilità diplomatica del re che unì gli scandinavi introducendo nella regione il cristianesimo. Gli inventori della tecnologia devono aver ritenuto che fosse un nome adatto per un protocollo capace di mettere in comunicazione dispositivi diversi (così come il re unì i popoli della penisola scandinava con la religione).

Il logo della tecnologia nasce dall’unione di due rune nordiche corrispondenti alla H e alla B, iniziali del re danese.

Una delle reliquie più importanti della Danimarca

Una delle eredità più importanti lasciateci da questo monarca è una grande pietra runica fatta erigere a memoria dei propri genitori, rimasta intatta fino ai giorni nostri, e che è divenuta una delle più importanti reliquie cristiane dello Jutland del Nord. Tale megalite contiene le seguenti parole, scritte in caratteri runici:

«Harald il re fece costruire questi monumenti a Gorm suo padre e Thyre sua madre, Harald che vinse tutta la Danimarca e la Norvegia e convertì i Danesi al Cristianesimo.»

Queste parole segnano la prima occasione in cui nella storia viene citata la Danimarca quale entità politica

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