La Vera “Excalibur” apparteneva ad un Santo

Tutti credono che la Spada nella Roccia sia una leggenda prettamente inglese e invece no. In realtà la vera Spada si trova nel bellissimo Eremo di Montisiepi, in Toscana, ed è appartenuta ad un santo!

L’abbazia cistercense di San Galgano, risalente al 1218, è forse uno degli itinerari di spiritualità più affascinanti della Toscana. Dopo un periodo di grande prosperità economica i monaci dovettero abbandonare la loro casa sia perché vendettero parte delle piombature dei tetti sia perché venne più volte saccheggiata (pare che nel 1572 vi fosse solo un monaco a custodirla). Ma cosa c’entra la Spada della Roccia allora?

Poco distante da questa Abbazia sorge una piccola chiesetta, l’eremo di Montisiepi, che custodisce una spada di ferro incastrata nella roccia che oggi è protetta da una teca trasparente per evitare che nuovi Re Artù vogliano tentare di estrarla.

E qui arriviamo alla Storia del santo a cui apparteneva la leggendaria spada.

Galgano Guidotti nacque  a Chiusdino, in provincia dei Siena, nel 1148. Il futuro santo ebbe una vita dissoluta fino a quando a 32 anni, per due volte, gli apparve in sogno proprio l’Arcangelo Michele, grazie alla cui intercessione si convertì al Cristianesimo iniziando a predicare religiosamente in tutto il territorio circostante. Sempre in sogno Galgano riceve dai 12 Apostoli l’ordine diretto di costruire una Rotonda nella zona di Montesiepi e di ritirarsi a vivere li.

Il miracolo della Spada

Per marcare la discontinuità con lo stile di vita passato, compie il miracolo da cui ha origine il mito: San Galgano conficca profondamente la sua spada nella roccia realizzando, con l’elsa, una croce. Conficcata la spada, il terreno si indurì attorno ad essa e da quel momento nessuno riuscì più ad estrarla.

Nella primavera del 1181 Galgano visitò il Papa Alessandro III e forse in tale occasione ottenne l’approvazione della sua fondazione. 

Durante la sua assenza tre persone invidiose, che la tradizione a partire dal XIV secolo ha identificato con alcuni monaci della vicina abbazia di Serena, compirono un attentato contro di lui, distruggendone la capanna e spezzandone la spada. Per intervento divino tutti e tre furono castigati: due di essi morirono, al terzo un lupo strappò a morsi le braccia, ed ebbe quindi tempo per pentirsi e raccontare il prodigio. Le braccia sono tuttora conservate nell’eremo di Montesiepi.

Fu solo dopo la morte del santo che venne eretta una cappella vista anche la mole di pellegrini che si recavano sul luogo dove il santo morì nel 1181.

Nel paese natale del santo esiste ancora oggi una confraternita a lui dedicata, fondata nel 1185 è probabilmente la più antica confraternita della cristianità fra quelle ancora esistenti.

Ecco la Spada nella Roccia:

 

E qui trovi la foto dell’Eremo visto da fuori:

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