Perché si deve Digiunare un’Ora prima della Messa?

Credit Cathopic

Ami ChurchPOP?

Ricevi i nostri contenuti GRATIS ogni giorno sulla tua mail!

Perché si deve Digiunare un’Ora prima della Messa? Importa se ho mangiato poco prima di entrare in Chiesa il giorno in cui intendo ricevere la Santa Eucaristia?

In passato esisteva il “digiuno di mezzanotte”: non si poteva mangiare prima della Messa a partire dalla mezzanotte precedente. Per questo motivo le messe venivano generalmente celebrate all’alba e le messe serali erano estremamente rare. Questa pratica è rimasta in vigore fino a quando Papa Pio XII ha ridotto il digiuno a tre ore nel 1957. Il digiuno poi è stato ulteriormente abbreviato ad un’ora nel 1964 con Papa Paolo VI.

Cosa afferma il Codice di Diritto Canonico?

“Chi intende ricevere la santissima Eucaristia si astenga per lo spazio di almeno un’ora prima della sacra comunione da qualunque cibo o bevanda, fatta eccezione soltanto per l’acqua e le medicine. (…) Gli anziani, coloro che sono affetti da qualche infermità e le persone addette alle loro cure, possono ricevere la santissima Eucaristia anche se hanno preso qualcosa entro l’ora antecedente”. (CDC 919)

Perché si deve Digiunare un’Ora prima della Messa?

Gesù conosceva il potere del digiuno, infatti è andato nel deserto senza cibo per 40 giorni prima di iniziare il suo ministero pubblico. Inoltre, ha insegnato ai suoi discepoli che: “Questa specie di spiriti non si può scacciare in altro modo, se non con la preghiera e il digiuno” (Marco 9,29).

Papa Paolo VI nella sua Costituzione Apostolica Paenitemini ha affermato: “attraverso il ‘digiuno corporale’ l’uomo riacquista vigore e ‘la ferita inferta alla dignità della nostra natura dall’intemperanza, viene curata dalla medicina di una salutare astinenza’”.

Infine Papa Giovanni Paolo II in Dominicae Cenae ha sottolineato: “si riscontra una certa mancanza di disponibilità interiore – se ci si può esprimere così – mancanza di ‘fame’ e di ‘sete’ eucaristica, dietro la quale si nasconde anche la mancanza di un’adeguata sensibilità e comprensione della natura del grande sacramento dell’amore”.

Perciò la nostra ricezione della Santa Comunione deve corrispondere a una fame interiore che è indicativa di un’anima assetata dell’amore di Dio. Se non abbiamo questa fame (riportata in mente dalla nostra fame fisica durante il digiuno), potremmo pensare alla Santa Comunione come a qualcosa di ordinario, che non necessita di alcuna preparazione.

Approfondimento:

Aleteia (Fonte)

Quante volte San Giovanni Paolo II visitava quotidianamente l’Eucaristia?

Commenti

commenti

Nell'ambito di questo servizio gratuito, potrete ricevere occasionalmente delle nostre offerte da parte di EWTN News ed EWTN. Non commercializzeremo ne affitteremo le vostre informazioni a terzi e potrete disiscrivervi in qualsiasi momento.