Leggiamo la Potente Meditazione del Venerabile Arcivescovo Fulton John Sheen!

Caroline Perkins, ChurchPOP
“Non vi è mai stato un predicatore come il Cristo morente. Non vi è mai stata un’assemblea come quella che si radunò ai piedi della Croce. Non è stato mai pronunciato un sermone come quelle ultime sette parole" ha affermato.

Qui sotto vengono riportate le ultime parole di Gesù, insieme al corrispondente versetto della Scrittura e alla preghiera scritta dal Ven. Fulton Sheen in persona.

Caroline Perkins, ChurchPOP

1) "Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno" (Luca 23,34)

Preghiera:

O Gesù! Non voglio avere la sapienza del mondo; non voglio conoscere come vengono forgiati i fiocchi di neve o dove si nascondono le tenebre o dove si trova il grembo da cui nascono i ghiacci; non voglio sapere perché l’oro cade pesantemente in terra, mentre il fuoco si eleva leggero al cielo; non mi interessano né la letteratura né la scienza, non m’importa conoscere le quattro dimensioni dell’universo in cui viviamo; non voglio sapere quanti anni luce misura l’universo, non voglio conoscere l’ampiezza della danza che compie la terra attorno al carro solare; nemmeno la distanza delle stelle, quelle piccole, nivee candele notturne; non intendo sapere quanto sia profondo il mare, né conoscere i segreti dei suoi abissi. Voglio ignorare tutto questo pur di conoscere la lunghezza, l’ampiezza, l’altezza e la profondità dell’amore del nostro Salvatore e Redentore, morto sulla croce. Voglio essere ignorante di tutto quello che riguarda il mondo, pur di conoscere te, Gesù. Allora, per un oltremodo strano paradosso, possederò la vera sapienza!

2) “Oggi sarai con me nel Paradiso” (Luca 23,43)

Preghiera:

O Gesù! La tua misericordia per il ladrone pentito mi fa ricordare quelle parole dell’Antico Testamento: «Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come la neve. Se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana» (Is 1,18). Dalle tue parole al buon ladrone ho capito cosa intendevi dire quando dicesti: «Io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori... Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati... Ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione». Ora capisco perché Pietro sia stato fatto tuo vicario sulla terra solo dopo essere caduto per tre volte: affinché la Chiesa, di cui è il capo, potesse capire cosa sono la misericordia e il perdono. Gesù, comincio a comprendere che se non avessi mai peccato, non avrei mai potuto invocarti come «Salvatore». Il ladro non è l’unico peccatore. Anch’io lo sono! Ma l’unico Salvatore sei tu.

3) “Donna, ecco tuo Figlio” (Giovanni 19,26-27)

Preghiera:

O Maria! Come Gesù è nato nella carne nella tua prima natività, così noi siamo nati nello spirito nella tua seconda natività. In questo modo tu ci hai partorito in un mondo nuovo, dove possiamo comunicare spiritualmente con Dio, nostro Padre, con Gesù, nostro Fratello e con te, nostra Madre! Se una madre non potrà mai dimenticare il figlio del suo seno, allora, Maria, tu non potrai dimenticarci mai, poiché siamo tuoi figli. Nello stesso modo in cui tu sei co-redentrice nell’acquisizione della grazia della vita eterna, sii anche co-mediatrice nella sua elargizione. Nulla ti è impossibile, poiché tu sei la Madre di colui che tutto può. Se tuo Figlio non ha rifiutato la tua richiesta al banchetto di Cana, non rifiuterà nemmeno le tue preghiere al banchetto celeste, dove tu regni come Regina degli angeli e dei santi. Intercedi, dunque, presso il tuo Figlio divino, affinché egli possa trasformare l’acqua della mia debolezza nel vino del coraggio. Maria, tu sei il rifugio dei peccatori! Prega per noi, prostrati ai piedi della croce. Madre santa, santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.
Caroline Perkins, ChurchPOP

4) “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Matteo 27,46 e Marco 15,34)

Preghiera:

O Gesù! Tu stai espiando per quei momenti in cui non siamo né caldi né freddi, né cittadini della terra né del cielo, giacché tu ora stai soffrendo fra cielo e terra: abbandonato dall’uno e rigettato dall’altra. Tuo Padre ti ha nascosto il suo volto, perché tu non volevi abbandonare l’umanità nel suo peccato. Ma, poiché sei rimasto fedele al tuo Padre celeste, l’umanità peccatrice ti ha voltato le spalle: in questo modo tu hai trovato il giusto cammino per unire l’umanità al Padre in una santa alleanza. Nessuno potrà più dire che Dio non conosce ciò che significhi sentirsi abbandonati, visto che tu sei stato abbandonato. Nessuno potrà più dire che Dio non conosce le ferite e la perplessità di un cuore che si interroga quando non sente più la presenza divina, visto che per te, ora, quella stessa presenza sembra nascondersi. Gesù, ora capisco il dolore, l’abbandono e la sofferenza, poiché vedo che anche il sole si è eclissato. Ma perché, Gesù, trovo così difficile imparare? Come tu non ti sei costruito la tua propria croce, fa’ sì che anch’io non mi costruisca la mia. Insegnami ad accettare quella che tu hai preparato per me. Insegnami a capire che tutto nel mondo è tuo, ad eccezione di una cosa, la mia volontà: poiché questa è l’unica cosa veramente mia, è l’unico vero dono che io possa farti. Insegnami a dire: «Non sia fatta la mia, ma la tua volontà». Anche quando non ti vedo, dammi la grazia di dire: «Anche se tu mi uccidessi, io continuerò a sperare in te». Dimmi, Signore: per quanto tempo ancora ti lascerò a contorcerti sulla croce?

5) “Ho sete” (Giovanni 19,28-29)

Preghiera:

O Gesù! Tu mi hai dato tutto, mentre io non ti ho dato nulla in ritorno. Quante volte sei venuto per raccogliere uva nella vigna della mia anima, eppure hai sempre trovato uva selvatica! Quante volte tu hai cercato, ma non hai trovato nulla; hai bussato, ma hai trovato chiusa la porta della mia anima! Quante volte mi hai chiesto da bere, ma io ti ho dato solo aceto e fiele! Quante volte, o Gesù, ho temuto di possederti, perché sapevo che avere te significava non avere altra cosa. Io dimentico che, avendo il fuoco, dovrei dimenticare la scintilla; avendo il sole del tuo amore, dovrei dimenticare la candela del cuore umano; avendo la pienezza della tua gioia, dovrei dimenticare la parzialità delle gioie terrene. O Gesù, la mia è la triste storia di non saper ricambiare cuore per cuore, amore per amore. Al di sopra di tutti i doni che può avere l’uomo, dammi il dolce dono di essere compassionevole con te.

6) “Tutto è compiuto” (Giovanni 19,30)

Preghiera:

O Gesù! La Redenzione è opera tua, la riparazione è opera mia, poiché riparare significa diventare una cosa sola con te, con la tua vita, la tua verità e il tuo amore. La tua opera sulla croce è terminata, ma il mio lavoro è quello di farti scendere dalla croce, poiché “Ovunque ci sia silenzio attorno a me, di giorno o di notte, un pianto mi fa trasalire. / Esso viene dalla croce... / La prima volta che lo udii corsi fuori a cercare. / Allora trovai un uomo crocifisso su di un trono / che era una croce. / Gli dissi: «Ti farò scendere di lì». / Provai a togliere i chiodi dai suoi piedi ma l’uomo mi disse: / «Lasciali, non posso scendere di qui finché ogni uomo, ogni donna e ogni bambino / verranno insieme e mi faranno scendere». Ma io risposi: / «Non posso sopportare il tuo pianto. / Cosa posso fare per te?». / «Va’ per il mondo», disse lui, / «di’ a tutti quelli che incontrerai che c’è un uomo appeso a una croce»” (E. Cheney). Tu sei sulla croce, ma noi dobbiamo farti scendere. Sei rimasto appeso lì per troppo tempo ormai! Attraverso il tuo apostolo Paolo ci hai detto che coloro che ti appartengono crocifiggono la loro carne e la loro concupiscenza. La mia opera allora non sarà compiuta, fino a quando non prenderò il tuo posto sulla croce. Finché non ci sarà un venerdì santo nella mia vita, non potrà esserci il mattino di Pasqua; finché non indosserò il manto del folle, non potrò indossare la bianca tunica della saggezza; finché non ci sarà la corona di spine, non potrà esserci la glorificazione del corpo; finché non ci sarà la battaglia, non potrà esserci la vittoria; finché non ci sarà la sete, non potrò essere accolto al banchetto celeste; finché non ci sarà la croce, non potrà mai esserci una tomba vuota. Insegnami, o Gesù, a terminare quest’opera, poiché i figli dell’uomo non possono entrare nella gloria eterna se non attraverso la sofferenza.

7) “Padre, nelle tue mani consegno il mio Spirito” (Luca 23,46)

Preghiera:

No, Maria, Betlemme non è tornata! Questa non è la mangiatoia, ma la croce; qui non vi è una nascita, ma una morte; questo non è un giorno in cui si gioisce allegramente insieme a pastori e re, ma è l’ora di una morte in compagnia di ladri. No, non è Betlemme: è il Calvario. Betlemme è Gesù come tu, madre sua senza peccato, hai saputo darlo al mondo; il Calvario è Gesù come il mondo peccatore ha saputo ridartelo indietro. Qualcosa è intervenuto tra il tuo darlo, presso ima mangiatoia, e il tuo riaverlo, presso una croce: questo qualcosa sono i miei peccati. Maria, questa non è la tua ora, ma la mia; la mia ora di malvagità e di peccato. Se io non avessi peccato, la morte non aleggerebbe ora con le sue oscure ali sopra il suo corpo insanguinato; se non fossi stato pieno di orgoglio, la corona di spine non sarebbe stata mai intrecciata perché lui espiasse al mio posto; se fossi stato meno ribelle nel percorrere la larga via che porta alla distruzione, i suoi piedi non sarebbero mai stati trafitti con i chiodi; se fossi stato più docile alla sua voce di Pastore che mi chiamava per non farmi cadere tra le spine e i cardi, le sue labbra non sarebbero state così riarse; se fossi stato più fedele, le sue guance non sarebbero state infamate dal bacio di Giuda. Maria, io mi trovo tra la sua nascita e la sua morte redentrice. Ti avverto, Maria: non pensare che, quando le tue braccia lo abbracceranno, egli sarà bianco come quando venne dal Padre; sarà rosso, poiché viene da me. Fra pochi secondi tuo Figlio avrà consegnato la sua anima al Padre e il suo corpo nelle tue mani. Le ultime poche gocce di sangue stanno cadendo dal grande calice della Redenzione, macchiando il legno della croce e arrossando le pietre, che si spaccheranno inorridite; eppure una sola goccia di questo sangue sarebbe sufficiente per redimere diecimila mondi. Maria, madre mia, intercedi presso il tuo Figlio divino per il perdono dei peccati che hanno cambiato la tua Betlemme in un Calvario. Chiedigli, Maria, in questi ultimi attimi rimasti, di concederci la grazia di non crocifiggerlo più e di non trafiggere più il tuo cuore con sette spade. Maria, implora tuo Figlio morente che finché io viva... Maria! Gesù è morto... Maria!

Le preghiere sono estratte da Le sette ultime parole, del Venerabile Fulton John Sheen, 1933, pubblicato da Our Sunday Visitor, Huntington, Indiana, Imprimatur del vescovo John Francis Noll, DD, Diocesi di Fort Wayne.

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