Cosa Insegna Veramente la Chiesa sulla Guerra Nucleare?

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Da tempo la Santa Sede si batte per il disarmo nucleare, che a sua volta viene considerato dal Vaticano come un passo verso l’obiettivo del disarmo integrale.

In effetti, la Santa Sede ha capito da decenni il pericoloso potenziale delle armi nucleari.

Pio XII

Durante la Seconda Guerra Mondiale Pio XII capì che i nuovi sviluppi scientifici potevano essere usati per produrre armi di distruzione di massa.

Le preoccupazioni di Pio XII furono espresse in tre diversi discorsi pronunciati alla Pontificia Accademia delle Scienze tra il 1941 e il 1948.

Parlando il 30 Novembre 1941, Pio XII disse che nelle mani degli uomini, la scienza può essere un arma a doppio taglio, capace di guarire e uccidere allo stesso tempo. Il Papa disse anche che stava seguendo “l’incredibile avventura dell’uomo impegnato nella ricerca sull’energia nucleare e sulle trasformazioni nucleari” grazie a Max Planck, Premio Nobel per la Fisica nel 1918, che è stato membro della Pontifica Accademia delle Scienze.

Papa Pio XII avvertì di nuovo il pericolo nucleare in un incontro con i membri della Pontificia Accademia delle Scienze che si è svolto il 21 Febbraio del 1943. In quell’occasione, il Papa ha avvertito che a causa dello sviluppo delle armi nucleari “altrimenti ne potrebbe seguire non solo nel luogo stesso, anche per l’intero nostro pianeta, una pericolosa catastrofe.”

Infine, in un discorso pronunciato alla Pontificia Accademia per le Scienze l’8 febbraio del 1948, il Papa parlò della bomba atomica come una delle “la più terribile arma che la mente umana abbia, fino ad oggi, ideata” e ha chiesto: “Quali sciagure l’umanità dovrebbe attendere da un futuro conflitto, qualora avesse a dimostrarsi impossibile di arrestare o frenare l’impiego delle sempre nuove e sempre più sorprendenti invenzioni scientifiche?

Come Pio XII, San Giovanni XXIII ha esortato alla necessità di un “disarmo integrale” nella sua enciclica “Pacem in Terris” e la Costituzione Apostolica del Concilio Vaticano II, Gaudium et Spes, dove sottolineava che “il potere delle armi non legittima il loro uso militare o politico.”

Giovanni Paolo II

Parlando all’UNESCO, il 2 Giugno 1980, Papa Giovanni Paolo II menziona esplicitamente la “minaccia nucleare” sul mondo che potrebbe portare alla “distruzione dei frutti della cultura, dei prodotti della civiltà elaborati attraverso i secoli da generazioni successive di uomini che hanno creduto nel primato dello spirito e che non hanno risparmiato né i loro sforzi né le loro fatiche.”

Giovanni Paolo II già allora notò il “fragile equilibrio” del mondo, causato da motivi geopolitici, problemi economici e incomprensioni politiche insieme alle ferite all’orgoglio nazionale. Ma, ha detto, questo equilibrio può essere distrutto in qualsiasi momento, seguendo “un errore nel giudicare, informare, interpretare”.

Poi ha chiesto: “Si può, ai nostri giorni, essere ancora sicuri che la rottura dell’equilibrio non porterà alla guerra e a una guerra che non esiterebbe a ricorrere alle armi nucleari?

Benedetto XVI

Anche Benedetto Xvi ha affrontato la questione molte volte. E’ particolarmente degno di nota ricordare ciò che Benedetto XVI disse nella sua omelia di Pentecoste del 31 Maggio 2009.

Benedetto XVI ha sottolineato che “L’uomo non vuole più essere immagine di Dio, ma di se stesso; si dichiara autonomo, libero, adulto.”

Un uomo in una “relazione non autentica” con Dio può diventare pericoloso e “può ribellarsi contro la vita e l’umanità”, come hanno dimostrato le tragedie di Hiroshima e Nagasaki, ha detto il Papa.

Papa Francesco

Papa Francesco ha avvertito molte volte dei rischi della proliferazione nucleare. In un messaggio inviato alla Conferenza delle Nazioni Unite per la negoziazione del trattato per la proibizione delle armi nucleari, Papa Francesco ha sottolineato che “la pace e la stabilità internazionali non possono essere basate su un falso senso di sicurezza, sulla minaccia di distruzione reciproca o sull’annientamento totale, o semplicemente mantenere un equilibrio di potere.”

Abbiamo bisogno – ha aggiunto- di andare oltre la deterrenza nucleare: la comunità internazionale è chiamata ad adottare strategie lungimiranti per promuovere l’obiettivo della pace e della stabilità ed evitare approcci miopi ai problemi di sicurezza nazionale e internazionale.”

La Santa Sede ha seguito un percorso chiaro sul disarmo nucleare, che a poi proseguito con la conferenza di questo mese di Novembre 2017. Le parole di Papa Francesco portano l’eredità e la tradizione degli insegnamenti della Chiesa sulle armi nucleari e sul loro pericolo.

Non possiamo “non essere veramente preoccupati dei catastrofici effetti umanitari e ambientali nell’impiego dei dispositivi nucleari”, ha affermato il Papa.

Pertanto, anche considerando il rischio di una detonazione accidentale di tali armi per un errore di qualsiasi genere, è da condannare con fermezza la minaccia del loro uso, nonché il loro stesso possesso, proprio perché la loro esistenza è funzionale a una logica di paura che non riguarda solo le parti in conflitto, ma l’intero genere umano. Le relazioni internazionali non possono essere dominate dalla forza militare, dalle intimidazioni reciproche, dall’ostentazione degli arsenali bellici. Le armi di distruzione di massa, in particolare quelle atomiche, altro non generano che un ingannevole senso di sicurezza e non possono costituire la base della pacifica convivenza fra i membri della famiglia umana, che deve invece ispirarsi ad un’etica di solidarietà.”

 

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