Google dedica il Doodle a Suor Pfau, la ‘Madre Teresa del Pakistan’

Dr. Ruth Pfau in beneficenza; evento, maggio 2009. Credito: Maik Meid via Flickr (CC BY-ND 2.0)

Dopo Lemaitre, Google ha dedicato quest’oggi il suo Doodle ad una importante e semi-sconosciuta suora cattolica: Suor Ruth Pfau, soprannominata “La Madre Teresa del Pakistan”.

Il doodle di Google del 9 Settembre 2019 ha voluto onorare la suora e medico tedesca Ruth Pfau. Una piacevole sorpresa da parte del gigante dei motori di ricerca che celebra i 90 anni della nascita di questa suora santa, che ha dedicato instancabilmente la sua vita ai lebbrosi pachistani.

Molto poco conosciuta da cattolici e non, Suor Ruth Pfau è stata fra le fondatrici del Centro per lebbrosi Marie Adelaide, il primo ospedale pakistano dedicato alla cura della lebbra, e ha contribuito all’annuncio nel 1996 da parte dell’Organizzazione mondiale della Sanità del Pakistan come ‘Paese libero dalla lebbra’.

Suor Pfau, nacque in una famiglia protestante un 9 settembre del 1929 a Lipsia. Durante la Seconda Guerra Mondiale la sua casa natale venne distrutta dai bombardamenti, obbligando la famiglia a spostarsi, trasferendosi nella Germania Occidentale, dove Suor Pfau studiò medicina. 

Una sopravvissuta ai campi di concentramento le regalò un giorno un libro di Romano Guardini grazie al quale Suor Pfau si unì alle Figlio del Cuore di Maria. Nel 1960 venne mandata a missionare in India. Per problemi legati al visto venne trattenuta a Karachi, capitale del Pakistan, dove per la prima volta toccò con mano le orribili conseguenze della lebbra.  

Nel 1961, Suor Pfau si recò per la seconda volta in India, dove fu addestrata nel trattamento e nella gestione della lebbra. Successivamente, è tornata a Karachi per organizzare ed espandere il programma di controllo della lebbra a cui dedicherà i restanti 55 anni della sua vita, fondando oltre 157 cliniche e curando più di 56 mila persone. 

Intervistata dalla BBC nel 2010, raccontò del suo primo incontro con la malattia:

“In realtà il primo paziente che mi ha davvero fatto decidere è stato un giovane Pathan (un gruppo etnico-religioso che vive in Pakistan, NdR). Strisciava su mani e piedi in questo dispensario, comportandosi come se fosse del tutto normale, come se qualcuno dovesse strisciare lì attraverso quella melma sporcandosi mani e piedi, come fosse un cane. ”

Prima che suor Ruth Pfau arrivasse in Pakistan negli anni ’60, la vita delle vittime della lebbra nel paese era piena di sofferenza e ostracizzazione. Le vittime infatti venivano spesso isolate dalla società e dalle comunità per timore di contrarre la malattia. Suor Pfau si dedicò soprattutto ai bambini, che spesso venivano abbandonati dalle loro famiglie in delle grotte.

Grazie al suo straordinario lavoro Suor Ruth ottenne nel 1979 uno dei più alti riconoscimenti dati dal Pakistan, l’Hilal-e-Imtiaz, e nel 1989 l’Hilal-e-Pakistan. Nel 2002 vinse il  Premio Ramon Magsaysay, considerato il premio Nobel per l’Asia.

Suor. Pfau è morta il 10 agosto 2017 dopo essere stata ricoverata in ospedale a Karachi a causa di complicazioni legate all’età. Aveva 87 anni.

I leader pakistani hanno pianto la sua morte, lodando il suo contributo al benessere della loro nazione. Fu onorata con la celebrazione dei funerali di stato, prima donna in assoluto nella storia del Pakistan.

Il presidente pakistano Mamnoon Hussein ha definito il lavoro di Suor Pfau indimenticabile, dicendo: “Ha lasciato la sua patria e ha reso il Pakistan la sua casa per servire l’umanità”. Promettendo che “la sua grande tradizione di servire l’umanità continuerà”.

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