La Chiesa e la persecuzione dei gatti neri

Avete mai sentito parlare di Gregorio IX e la persecuzione dei gatti? Una delle fake news anti-clericali più credute

Bene, a quanto pare è una storia ben nota e molto presente sul mainstream il fatto che questo pontefice abbia pubblicato una bolla papale dove si autorizzava lo sterminio dei gatti, in particolare quelli neri, perché ritenuti creature diaboliche.  

E non è finita qui. Molte sono le persone che ritengono che la vera responsabile della diffusione della Peste Nera del 1340 sia stata la Chiesa Cattolica. Cioè? Perché con lo sterminio di migliaia di gatti i topi sarebbero proliferati diffondendo in questo modo la peste per tutta Europa provocando più di 20 milioni di morti. Ma questo non può essere avvenuto. Ecco perché.

Una delle fake news anti-clericali più credute

No, la bolla papale “Vox in Rama” di Gregorio IX (1233) parla sì di un gatto nero ma non autorizza alcuna persecuzione e tanto meno ciò è all’origine della Peste nera. Una bufala ripetuta da decenni priva di alcun riscontro, basta leggere il testo dell’enciclica.

Innanzitutto la bolla papale in questione, la “Vox in Rama”, risale al 1232 mentre l’epidemia iniziò un secolo più tardi, e nessuno spiega perché ci sia voluto così tanto tempo prima che tale supposto massacro di gatti neri causasse la peste.

Ma, soprattutto, in tale bolla papale non esiste alcuna indicazione a sterminare i felini. 

In quell’occasione il Papa scrisse al re di Germania, Enrico (figlio dell’Imperatore Federico II), informandolo a proposito di un culto satanico che andava diffondendosi in Germania, da parte di un gruppo di “Luciferiani”.

Anzi, i gatti neri erano molto apprezzati nel Medioevo

I gatti erano molto apprezzati nel Medioevo in quanto limitavano la riproduzione dei roditori. Molte raffigurazioni dell’epoca, infatti, riportano di gatti come animali domestici e i bestiari medievali, cioè i libri che descrivevano gli animali, sono pieni di elogi verso i felini. Era frequente che le famiglie possedessero un gatto e addirittura nella cosiddetta Regola delle anacorete (XIII secolo), un manuale monastico rivolto alle anacorete, si consiglia: «Non possederete nessuna bestia, mie care sorelle, eccetto solo un gatto».

Commenti

commenti