La Colpa più Grave di Giuda secondo Benedetto XVI

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Dalle Sacre Scritture sappiamo che Giuda era uno dei dodici che Cristo ha scelto. È stato lui a tradire Gesù. Ma è davvero la cosa peggiore che ha fatto? Ecco la Colpa più Grave di Giuda secondo Benedetto XVI!

Chi è Giuda Iscariota?

Secondo Papa Benedetto XVI il significato dell’appellativo “Iscariota” è controverso: per alcuni è l’“uomo di Keriot” in riferimento al suo villaggio. Altri lo interpretano come variazione di “sicario”. Infine, c’è chi vede nel nome la trascrizione “colui che stava per consegnarlo”. In ogni caso, Giuda era uno dei più stretti collaboratori di Gesù e l’economo del gruppo.

La Prima Colpa di Giuda

Giuda ha tradito Gesù prima trovando il modo di consegnarlo al Sinedrio per trenta denari. Poi concretamente con il bacio nel Getsemani. Perché ha tradito? Non c’è modo di sapere cosa stesse passando per la sua testa, ma ci sono diverse ipotesi. Alcuni sottolineano il suo desiderio di ricchezza, secondo altri sarebbe rimasto deluso dal fatto che Gesù non avesse promosso una liberazione politico-militare.

Comunque sia, Benedetto XVI ricorda che i Vangeli collocano la causa in aspetti più umani e individuali: sebbene Gesù lo abbia invitato a seguirlo, non ha forzato la sua volontà, né ha impedito l’esercizio della sua libertà di cadere in tentazione.

La Colpa più Grave di Giuda secondo Benedetto XVI

C’è un altro aspetto che, sebbene sia nei Vangeli, raramente attira l’attenzione. Eppure questo comportamento riflette un pericolo a cui siamo esposti tutti. Per Papa Benedetto XVI la colpa più grave di Giuda sta nel non aver potuto più credere nel perdono.

Infatti, dopo aver tradito Gesù, Giuda si pente, restituisce il denaro e afferma: “Ho peccato, consegnandovi sangue innocente” (Mt 27,4). E questo, per il Papa emerito, è un primo passo verso la conversione. Tuttavia “il suo pentimento è degenerato in disperazione e così è divenuto autodistruzione”. Il suo pentimento non ha saputo attendere, è precipitato nelle tenebre e nella distruzione di sé, non è stato un vero pentimento, con certezza e speranza. Quindi Giuda si è tolto la vita.

“È per noi un invito a tener sempre presente quanto dice san Benedetto alla fine del fondamentale capitolo V della sua ‘Regola’: ‘Non disperare mai della misericordia divina’. In realtà Dio ‘è più grande del nostro cuore’, come dice San Giovanni” ha concluso il Pontefice.

Approfondimento:

Church Pop (Fonte)

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