La storia del famoso dipinto di San Michele Arcangelo che schiaccia il volto di un Papa

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Siamo a Via Veneto, nella famosa Chiesa di Santa Maria della Concezione dei Cappuccini, una delle chiese più affascinanti di Roma, conosciuta per le sue cripte ricoperte di ossa umane e per uno dei quadri più famosi al mondo: l’Arcangelo Michele che schiaccia la testa di Lucifero del Guido Reni.

Quest’opera monumentale, dove Guido Reni volle tratteggiare in tutta la sua sontuosità e divinità l’Arcangelo Michele che schiaccia la testa di Lucifero, fu commissionata dal cardinale Barberini e fu forse una personale vendetta dell’artista verso un Papa che proprio non gli andava giù.

“L’angelo io non potevo vederlo e dovetti dipingerlo secondo la mia fantasia. Il demone invece l’ho incontrato parecchie volte, l’ho guardato attentamente e ho fissato i suoi tratti proprio come li ho visti”.

E fu proprio così che Guido Reni si giustificò al cospeetto di Papa Innocenzo X che vedendosi ritratto in sembianze demoniache si pentì di aver riservato all’artista parole ben poco piacevoli sul suo operare artistico.

Si dice che il Cardinale Pamphilii avesse diffamato l’artista danneggiando seriamente la sua reputazione, per la quale Reni, si vendicò.

Quando il lavoro fu terminato e presentato al pubblico, tutti rimasero stupiti dalla perfezione e dalla bellezza di quell’angelo, ma furono anche stupiti nel vedere il volto del diavolo, trovando una certa somiglianza, a dir poco, con il Cardinale Pamphilii.

E la beffa peggiorò nel tempo, quando il Cardinale Pamphilii divenne Papa Innocenzo X…

Il dipinto di Guido Reni di San Michele Arcangelo che schiaccia la testa di Lucifero. Credit: PD

 

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