Lo sapevi che la Chiesa ha avuto 3 Papi africani?

La Chiesa è Universale, in tutti i sensi. Basta fare un giro nei seminari e nelle Università Pontificie per rendersi conto dell’universalità e unicità della Chiesa Cattolica. E questo si riflette anche nella storia della Chiesa. 

Da Pietro in poi la la Chiesta cattolica ha avuto 213 pontefici italiani, 15 francesi, 8 greci, 7 dall’area tedesca, 3 dalla Spagna, 1 da Portogallo, Dalmazia, Inghilterra, Paesi Bassi, Polonia e Tracia per quanto riguarda il continente europeo, più due di cui il luogo di provenienza è incerto. Altri 5 provengono dalla Siria e 3 dalla Terra Santa. Quello che forse non sapevate è che la Chiesa ha avuto anche 3 papi africani!

In ordine cronologico questi furono San Vittore I (189-201), San Milziade (311-314) e Gelasio I (492-496), tutti provenienti dal nord del continente.

Questi tre papi furono fondamentali per la storia della Chiesa Universale. Vediamo perché:

Papa San Vittore I

Papa Vittore I è venerato come santo, dalla Chiesa cattolica, dalla Chiesa ortodossa e dalla Chiesa copta nella quale è conosciuto con il nome di Boktor. Di origine berbera, fu il Papa che convocò il primo sinodo svoltosi a Roma e grazie al quale si stabilì per tutte le chiese la celebrazione della festa della Pasqua ebraica la domenica successiva alla Pasqua ebraica.

San Girolamo indicava Papa Vittore come il primo scrittore in latino della Chiesa menzionando nel suo De viris Illustribus dei piccoli trattati. Fino ad allora tutti gli scritti della Chiesa venivano redatti in greco. A parte le lettere sulla controversia Pasquale, nessuno degli scritti di Vittore è noto. Forse fu proprio durante il regno di Vittore che il canone delle Sacre scritture in uso a Roma, e parzialmente conservato nel Canone muratoriano, fu stilato, sancendo il passaggio definitivo dal greco al latino.

Venne sepolto vicino alla tomba di Pietro e alcune sue reliquie sono tuttora conservate nella basilica romana dei Santi Silvestro e Martino ai Monti, presso l’altare maggiore.

Papa San Milziade 

San Milziade fu il 32° vescovo di Roma, proveniente anch’egli dal Nord Africa. Fu il Papa che visse durante il periodo storico in cui venne firmato l’Editto di Milano dagli imperatori Costantino, Galerio e Licinio che pose finalmente fine alla Grande persecuzione dei Cristiani e che permise la ricostruzione dei loro luoghi di culto.

Fu proprio San Milziade a presenziare il trionfo dell’imperatore Costantino I il Grande su Massenzio nella battaglia del Ponte Milvio sul fiume Tevere (27 ottobre 312), la battaglia in cui Massenzio morì annegato mentre fuggiva dall’avanzata di Costantino.

Il Papa fu testimone del trionfo della croce e dell’ingresso a Roma dell’imperatore Costantino, convertito al cristianesimo.

Successivamente l’imperatore diede alla chiesa romana il palazzo del Laterano, che divenne la residenza dei papi e, di conseguenza, il luogo del quartier generale dell’amministrazione della chiesa romana. Successivamente venne costruita quella che divenne la Cattedrale di Roma: San Giovanni in Laterano.

Papa San Gelasio I

Nativo della Cabilià, regione che attualmente si trova in Algeria fu il 49° vescovo di Roma.

Il Papato di San Gelasio I fu decisivo per la Storia della Chiesa in quanto si appoggiò ad Ambrogio e ad Agostino per formulare, nel 494, un fondamento politico per la Chiesa cattolica d’Occidente basato su una distinzione dei poteri derivata dal diritto romano. Gelasio definì i poteri separati di Chiesa e Stato che, da allora, hanno caratterizzato la cultura occidentale. Gelasio sosteneva con fermezza che Roma doveva il suo primato ecclesiastico non ad uno Concilio Ecumenico né a tutta l’importanza temporale che potesse aver posseduto, ma alla Divina istituzione da parte di Cristo stesso, che conferì il primato sull’intera chiesa a Pietro ed ai suoi successori.

 

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