“Pregava per me”, la toccante Testimonianza dell’assassino di Santa Maria Goretti

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“Pregava per me”, la toccante Testimonianza dell’assassino di Santa Maria Goretti! La martire della purezza ha perdonato il suo assassino e l’ha convertito al cattolicesimo! Leggiamo la sua Storia!

Santa Maria Goretti aveva undici anni, era innamorata di Dio e voleva professare i voti di castità. Il suo vicino, Alessandro Serenelli, voleva sposarla, ma Maria l’ha rifiutato più volte. Infuriato, Alessando ha tentato di violentarla.

La giovane donna ha resistito non permettendo all’aggressore di ottenere ciò che voleva. Gli ha detto che avrebbe preferito morire piuttosto che concedergli la sua purezza. È stata uccisa con undici coltellate. Prima di morire, Maria Goretti ha perdonato Alessandro. Mentre era in carcere, Alessandro ha sognato Maria e questo l’ha portato alla conversione.

“Pregava per me”, la toccante Testimonianza dell’assassino di Santa Maria Goretti

Sono vecchio di quasi 80 anni, prossimo a chiudere la mia giornata. Dando uno sguardo al passato, riconosco che nella mia prima giovinezza infilai una strada falsa : la via del male, che mi condusse alla rovina. Vedevo attraverso la stampa, gli spettacoli e i cattivi esempi che la maggior parte dei giovani segue senza darsi pensiero: io pure non mi preoccupai. Persone credenti e praticanti le avevo vicino a me, ma non ci badavo, accecato da una forza bruta che mi sospingeva per una strada cattiva.

Consumai a vent’anni un delitto passionale del quale oggi inorridisco al solo ricordo . Maria Goretti, ora santa, fu l’angelo buono che la provvidenza aveva messo avandti ai miei passi per salvarmi. Ho impresse ancora nel cuore le sue parole di rimprovero e di perdono. Pregò per me, intercedette per il suo uccisore. Seguirono trent’anni di prigione. Se non fossi stato minorenne, sarei stato condannato a vita.

Accettai la sentenza meritata, rassegnato: capii la mia colpa. La piccola Maria fu veramente la mia luce, la mia protettrice ; col suo aiuto mi comportai bene nei ventisette anni di carcere e cercai di vivere onestamente quando la società mi riaccettò fra i suoi membri. I figli di S. Francesco, i Minori Cappuccini delle Marche, con carità serafica mi hanno accolto fra loro non come servo, ma come fratello. Con loro vivo da 24 anni.

Ed ora aspetto sereno il momento di essere ammesso alla visione di Dio, di riabbracciare i miei cari, di essere vicino al mio angelo protettore ed alla sua cara mamma, Assunta. Coloro che leggeranno questa mia lettera vogliono trarre il felice insegnamento di fuggire il male e di seguire il bene sempre, fin da fanciulli . Pensino che la religione con i suoi precetti non è una cosa di cui si può fare a meno, ma è il vero conforto, l’unica via sicura in tutte le circostanze, anche quelle più dolorose della vita.

Approfondimento:

Church Pop (Fonte)

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