Quando San Giovanni Paolo II chiese di pregare spesso San Michele Arcangelo

Credit: San Giovanni Paolo II, Vatican Media -L'Osservatore Romano. San Michele Arcangelo, Wikipedia
Quando il santo papa polacco chiese in due occasioni di riscoprire e recitare la preghiera a San Michele Arcangelo.

La nascita della preghiera

Il mattino del 13 ottobre 1884 papa Leone XIII, dopo avere celebrato la santa Messa, sta assistendo a un’altra messa di ringraziamento, come al solito.

A un tratto le persone presenti lo vedono alzare energicamente il capo, poi fissare intensamente qualche cosa, al di sopra del capo del ccelebrante.

Guarda fisso, senza battere ciglio, con un senso di terrore e di meraviglia, il colorito del suo volto e i lineamenti cambiano. Qualcosa di strano, di grande, avviene in lui. 

Finalmente, come ritornando in sé, dà un leggero ma energico tocco di mano, si alza e si avvia verso il suo studio privato. I familiari lo seguono con premura e ansiosi gli chiedono sommessamente:

“Santo Padre, non si sente bene? Ha bisogno di qualcosa?”

Risponde: “Niente”.

Dopo una mezz’ora fa chiamare il segretario della Congregazione dei Riti e porgendogli un foglio, gli ordina di farlo stampare e di farlo avere a tutti gli Ordinari del mondo.

Che cosa contiene?

L’invocazione a San Michele Arcangelo da recitare al termine della santa Messa, in difesa della Chiesa contro i nemici diabolici all’interno e all’esterno di essa.

La preghiera prima abolita e poi ripresa da San Giovanni Paolo II

Prima della riforma liturgica, il celebrante e i ministri la recitavano inginocchiati davanti all’altare a voce alta, insieme ai fedeli. Tale disposizione venne abolita nel 1964, ma Giovanni Paolo II, durante la recita del Regina Coeli del 24 aprile 1994, così si esprime:

Anche se oggi questa preghiera non viene più recitata al termine della celebrazione eucaristica, invito tutti a non dimenticarla, ma a reciternal per ottenere di essere aiutati nella battaglia contro le forze delle tenebre e contro lo spirito di questo mondo.”

Già nel 1987 lo stesso Giovanni Paolo II, in visita al santuario di San Michele Arcangelo, sul monte Gargano, aveva detto: 

Questa lotta contro il Demonio, che contraddistingue la gura dell’Arcangelo Michele è a fianco della Chiesa per difenderla contro le nequizie del secolo, per aiutare i credenti a resistere al Demonio che come leone ruggente va in giro cercando chi divorare”.

Ecco la preghiera:

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta; sii tu il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del demonio. 

Supplichevoli preghiamo che Dio lo domini e tu, capo della milizia celeste, con il potere che ti viene da Dio, incatena nell’Inferno Satana e gli altri spiriti maligni che si aggirano per il mondo per perdere le anime. Amen.

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