Quattro Cose da Sapere sul Beato Federico da Ozanam

Il Beato Federico da Ozanam

La sua fede si rafforzò vedendo pregare Ampére, padre dell’elettromagnetismo

“Un giorno”, racconta Ozanam, “triste e sopraffatto dai miei problemi, sono entrato nella Chiesa di Santo Stefano per cercare un po’ di conforto. La chiesa, quasi vuota, era in silenzio. Davanti all’altare c’era un uomo umilmente inginocchiato, immerso nella preghiera del Rosario. Avvicinandomi mi sono reso conto che si trattava di Ampere . Dopo aver contemplato un attimo quella scena mi sono ritirato, profondamente commosso e più vicino a Dio”.

Il beato Federico da Ozanam ebbe la fortuna di incontrare lo scienziato, matematico e fisico nonché padre dell’elettromagnetismo in Chiesa mentre recitava un Rosario.  André-Marie Ampère, era solito rafforzare la propria anima nella preghiera.

Fondatore della Società di San Vincenzo de Paoli

Una volta il cristianesimo faceva meraviglie, ma oggi è morto. Ti vanti di essere cattolico, cosa stai facendo? Dove sono le opere che dimostrano la tua fede e chi può farci rispettare e ammetterlo?” Questa frase fu come una freccia al Cuore di Federico che, durante gli anni universitari decide di mettere insieme un gruppetto di 7 amici e di andare di casa in casa ad aiutare le persone più bisognose. “I poveri sono i nostri fratelli, sì o no? Smettiamo di vivere come estranei. Facendo questo tipo di cose, possiamo rendere il mondo un posto migliore”, disse allora ai suoi amici “scettici”.

Nel 1833 creò la Conferenza della Carità con lo scopo di evangelizzare i più bisognosi. Poco dopo la creazione di questa Conferenza nacque quella che noi oggi conosciamo come la Società di San Vincenzo de Paoli, istituzione laica al servizio dei poveri.

Oggi ci sono 47.000 conferenze in 148 paesi in tutto il mondo, che rappresentano 800.000 persone e che si prendono cura di quasi 17 milioni di persone bisognose.

Precursore della Democrazia Cristiana e anticipatore dell’Enciclica “Rerum Novarum” di Leone XIII

È considerato uno dei precursori della democrazia cristiana per aver espresso, nel 1830, il seguente concetto: “Ho creduto e credo ancora alla possibilità di una democrazia cristiana, anzi non credo in niente altro in materia di politica“.

Con la precisa intuizione che ai problemi politici dell’epoca si sarebbero presto sovrapposti quelli sociali, Ozanam con molta chiarezza espresse il suo pensiero in difesa degli operai e del proletariato urbano, criticando sia la soluzione del liberalismo economico fondato sulla concorrenza illimitata, sia la soluzione saintsimoniana e socialista che prometteva la soppressione delle sofferenze con il rischio della soppressione della libertà.

Sosteneva invece un tipo di società fondata sulla proprietà privata come risposta ad un bisogno essenziale dell’uomo, un’organizzazione del lavoro che garantisse un salario sufficiente agli operai e alle loro famiglie, un’adeguata istruzione ed assistenza pubblica, forme di patronato fra i lavoratori, il rispetto del riposo domenicale, ecc.

Sono queste alcune delle idee che lo caratterizzano come uno degli iniziatori del pensiero sociale della Chiesa ed in particolare anticipatore della enciclica “Rerum Novarum”, che Leone XIII° pubblicherà nel 1891.

Professore e Padre

Federico Ozanam si laureò in Legge e Lettere, insegnò alla Sorbona, fu accademico della Crusca di Firenze. Nel 1841 si sposò ed ebbe una figlia.

La sua vita fu breve; morì a soli 40 anni, a Marsiglia, l’8 settembre 1853 ritornando dall’Italia, dove aveva invano cercato sollievo ai suoi mali. Le sue condizioni di salute negli ultimi anni di vita furono, infatti, molto precarie, ma egli si sacrificò, impegnandosi fino all’estremo soprattutto nell’insegnamento universitario.

L’accettazione della malattia sublimò la sua vita, quale consapevole offerta a Dio della rinuncia a tutto quanto avrebbe ancora potuto fare ed aumentò in una significativa sintesi il suo interessamento per la Società di San Vincenzo, che non venne mai meno, anzi in qualche modo si accrebbe con gli anni particolarmente in Italia durante il suo ultimo soggiorno.

Frederic Ozanam sognava “di circondare il mondo in una rete di beneficenza”. Oggi, il ricordo della sua vita è un invito per ogni nuova generazione a vedere in ogni persona il volto di Cristo ferito e ad agire contro ciò che ogni cristiano e ogni uomo buono non possono sopportare: la miseria e la povertà umana.

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