Coronavirus, il prezzo pagato dai sacerdoti. 50 morti

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Tra le migliaia di vittime che il coronavirus sta mietendo in Italia ci sono anche moltissimi preti: in un solo mese ne sono infatti morti circa 50 tra cui la maggior parte di quali ancora in attività. Con la sospensione delle cerimonie religiose, a tanti non è nemmeno stato celebrato il funerale.

Coronavirus: morti 50 preti

Buona parte dei lutti si trova concentrata nel nord del paese, la zona più colpita dai contagi. Nella sola giornata di giovedì 19 marzo sono stati otto i preti morti con coronavirus mentre tra venerdì 20 e sabato 21 coloro che sono deceduti sono nove.

La città che conta maggiori decessi è Bergamo che dall’inizio dell’epidemia ha visto morire quindici dei propri sacerdoti. Diciassette si trovano poi ricoverati con sintomi tra cui due nei reparti di terapia intensiva.

Milano ha invece pianto la perdita di tre preti: don Luigi Giussani, 70 anni, vicario della parrocchia milanese di San Protaso, don Marco Barbetta, 82 anni, cappellano del Politecnico, e don Ezio Bisiello, 64 anni, parroco di Ronco Briantino.

Quanto alle età, il parroco più giovane ad aver perso la vita dopo aver contratto il virus è don Sandro Brignone, 45 anni e operante a Caggiano. Quello più anziano era invece il cremonese don Mario Cavalleri, 104 anni. Per lungo tempo alla guida della Casetta, realtà di accoglienza per poveri, tossicodipendenti e profughi, era ritenuto un punto di riferimento per la città

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