Cristo nei Film delle Principesse Disney

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Sai che c’è un significato biblico nascosto nelle fiabe Disney? Grazie a Mark Haas capiamo come possiamo trovare Cristo nei film delle principesse Disney!

Cosa fa grande una storia?

Uno dei più grandi narratori di tutti i tempi, JRR Tolkien, suggerisce che ogni buona storia è semplicemente un assaggio della più grande storia, scritta nei cuori di ogni persona di ogni generazione. È la storia che tutti desiderano sentire. È la storia di Gesù Cristo: il “vero mito” come dice Tolkien. Forse queste storie Disney non sono diverse. Forse questi racconti senza tempo stanno dirigendo i nostri cuori e le nostre menti a Cristo. Diamo uno sguardo più da vicino a quattro di questi film utilizzando una lente cristologica.

Cenerentola e le Due Nature di Cristo

Cenerentola (1950) racconta la storia di una giovane ragazza dal cuore puro che vive in balia della crudele matrigna e delle due sorellastre. La protagonista è sottoposta a un costante lavoro servile, e per di più è costretta a vivere in una soffitta infestata da adorabili topolini. Nonostante tutto questo, Cenerentola rimane gentile nel suo cuore, vivendo una vita umile di obbedienza (Fil 2,8). Come San Francesco d’Assisi, si prende cura di innumerevoli animali, proteggendoli costantemente dal minaccioso gatto Lucifero. “Lucifero” è il nome storico dell’angelo caduto, satana.

In un regno vicino, il re non vede l’ora che suo figlio trovi una sposa adatta. Vengono quindi invitate tutte le fanciulle locali a un ballo reale. Questo evento servirà al principe per scegliere sua moglie. È qui che iniziamo a vedere le due nature di Cristo, rappresentate dal personaggio di Cenerentola.

Cenerentola non vede l’ora di assistere al ballo, tuttavia, non ha l’abito adatto. Tutti i topi si uniscono per creare un vestito per la loro “Cenerentola”. Le confezionano un umile vestito rosa. Il rosa, essendo un colore vicino al rosso, rappresenta la vita dell’umanità sulla terra. Cenerentola, la serva, rappresenta la natura umana di Cristo .

Nonostante i migliori sforzi dei suoi amici roditori, le sorellastre distruggono l’unico vestito di Cenerentola. La disperazione la vince e fugge a piangere. Come Gesù, Cenerentola piange in un giardino (Matteo 26, 36-46). In seguito la raggiunge la sua fata madrina, che le regala un vestito blu scintillante. Il blu indica i cieli e il regno di Dio, non di questo mondo.

Cenerentola, la principessa, rappresenta la natura divina di Cristo. La protagonista arriva al ballo e inizia subito a ballare con il principe. I due si innamorano giusto in tempo per la mezzanotte, il coprifuoco della fata madrina. Cenerentola scappa velocemente, ma non prima di essersi lasciata dietro la scarpetta di vetro. Grazie a quest’ultima il principe riuscirà a ritrovarla e i due vivranno felici e contenti.

Aurora e la Resurrezione

La bella addormentata (1959) è ambientata nel regno di re Stefano e della regina Leah. Il re e la regina cercano di concepire un bambino da molti anni. Dopo molte preghiere, finalmente concepiscono la principessa Aurora, che mettono sotto la protezione di tre fate. Il parallelo biblico è la storia di Abramo e Sara. Dio ha mandato loro tre angeli per annunciare la nascita del figlio, Isacco (Gen 18).

Tornando alla storia, la strega cattiva Malefica maledice immediatamente Aurora. La strega specifica che Aurora si pungerà il dito sul fuso di un arcolaio e morirà. La maledizione della morte la attende: dov’è, o morte, il tuo pungiglione?(1 Cor 15,55)

Per essere protetta, Aurora viene segretamente cresciuta nella foresta. Nonostante ogni sforzo per evitare la maledizione, Aurora si punge il dito appena prima che il sole tramonti per il suo sedicesimo compleanno. Sperimenta un sonno di morte.

Il corpo di Aurora viene quindi collocato nella torre più alta del castello. Le fate in seguito lanciano un potente incantesimo sull’intero regno, che farà dormire tutti fino a quando l’incantesimo non si potrà spezzare. Si aspetta dunque il Principe: un riferimento obliquo al “Seno di Abramo”, dove coloro che si sono addormentati aspettano che il Messia apra le porte del Cielo (Luca 16: 19-31).

Il principe Filippo (Cristo) riceve quindi la Spada della Verità e lo Scudo della Virtù. Cavalca verso il regno, solo per scoprire che è stato circondato da spine, una corona di spine. Il principe uccide il drago (il serpente) e resuscita Aurora con un bacio. Cristo è unito alla sua Sposa: la Chiesa. Il Figlio del Re distrugge la maledizione della morte. 

Rapunzel e l’Incarnazione

La produzione Disney di Rapunzel (2010) è una nuova rivisitazione della fiaba tedesca originale. Questa versione più recente fornisce un interessante retroscena che rispecchia l’Incarnazione di Gesù, cioè Dio che diventa uomo nella carne. “Incarnazione” significa letteralmente “prendere carne”.

Molto tempo prima, una goccia di sole, cadendo sulla terra, fa germogliare un magico fiore curativo. Il fiore dona la vita eterna a chiunque sia regolarmente esposto alle sue proprietà magiche. Per secoli, Gothel, una sinistra donna locale, ha usato segretamente il fiore per conservare egoisticamente la propria giovinezza.

Un giorno però i soldati del vicino regno prendono il fiore per curare la regina incinta che è gravemente malata. Quest’ultima guarisce e dà alla luce la principessa Rapunzel. La bambina nasce con bellissimi capelli dorati, che conservano le proprietà magiche del fiore del sole. Possiamo immediatamente vedere parallelismi con la natura divina di Gesù Cristo.

Il sole (Cristo, il Figlio) scende sulla terra e può ricompensare con la vita eterna tutti coloro che lo contemplano (Lui). Questo ricorda certamente Gesù, ma ricorda anche il pane che fu fatto cadere dal cielo per nutrire gli israeliti nel deserto (Es. 16:31). Il fiore magico ricorda poi il serpente di bronzo che dona la vita a tutti coloro che lo contemplano (Num. 21, 6-9).

Anche se questa non è una perfetta analogia con l’Incarnazione (la Regina era già incinta, quindi la goccia del sole ha guarito il bambino nel grembo materno, non ha incarnato il Verbo). Il parallelismo rimane ancora: la Luce Divina scende sulla terra e facilita la nascita di un bambino che nasce da una donna di una stirpe reale (Casa di Davide). “E finalmente [noi] vediamo la luce!”

Moana e il Battesimo

Moana (2016) contiene certamente temi che contraddicono la teologia cristiana, vale a dire la reincarnazione e il politeismo. Tuttavia, come abbiamo visto, qualsiasi grande storia può dirigere i cuori e le menti verso la storia più grandeCome vedremo nello specifico, la storia di Moana delinea perfettamente l’insegnamento biblico della salvezza attraverso il battesimo.

Moana fa parte della famiglia reale polinesiana. Vive come figlia di un capo su una piccola isola del Pacifico chiamata Motunui. Gli isolani adorano la dea Te Fiti che dà vita attraverso una piccola pietra nel cuore chiamata “Cuore dell’Oceano”. Un semidio di nome Maui ruba il cuore e Moana deve trovarlo per ripristinare la vita.

Moana ha sperimentato una sorta di battesimo da piccola mentre vagava da sola sulla spiaggia. Le acque si sono aperte per consentire alla piccola Moana di camminare più a fondo nella risacca. L’acqua l’ha avvolta e le ha dato la piccola pietra. L’acqua sceglie Moana, e ricorda Dio che parla di Gesù dopo il suo battesimo nel fiume Giordano: “Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto” (Matteo 3,17). All’insaputa di tutti, l’eccentrica nonna di Moana prende il cuore per custodirlo.

Moana viene quindi cresciuta sull’isola, dove la barriera corallina che la circonda è usata come una sorta di muro di Berlino per impedire ai cittadini di andarsene. Nonostante sia stata preparata per succedere a suo padre, Moana si libera dalle pareti della barriera corallina e si propone di ripristinare il cuore di Te Fiti.

Moana alla fine trova Maui e, dopo molte peripezie, si confronta con il demone ardente, Te Kā. I loro sforzi per combattere Te Kā sembrano infruttuosi finché Moana non ripristina il cuore, salvando così il suo popolo. Questo è un ovvio riferimento a Mosè che salva gli Israeliti dalla schiavitù separando il Mar Rosso (Es. 14:21).

I cristiani storici hanno sempre pensato che la separazione del Mar Rosso sia (uno dei) precursori del sacramento del battesimo. San Giovanni Crisostomo scrive nel IV secolo: “Non hai visto il faraone affogare insieme col suo esercito, ma hai visto il diavolo annegare con i suoi satelliti”. Gesù incarica gli apostoli di andare e ammaestrare tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo (Matt. 28,29).

Con la storia di Moana, vediamo il battesimo nella sua pratica e in tutte le sue prefigurazioni allegoriche. Vediamo una nazione di persone salvate dalle catene socialiste della prigionia. Vediamo Gesù Cristo nel suo sacramento del battesimo stabilito, come perpetuato dagli apostoli.

Le grandi storie hanno bisogno di un Salvatore. E il grande Autore ha raccontato la sua storia dall’inizio dei tempi. GK Chesterton lo riassume bene: “Avevo sempre sentito la vita prima di tutto come una storia: e se c’è una storia, c’è un narratore”.

Approfondimento:

Church Pop (Fonte)

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