Il miracolo della mano del Padre Pio d’Oriente

Raymond Nader. Credit: Alexey Gotovsky / CNA

Raymond Nader aveva passato anni a cercare il senso della vita. Si trovava in preghiera in un vecchio eremo libanese, quando sul suo braccio apparve miracolosamente una bruciatura a forma di mano che più tardi scoprì essere di San Charbel, monaco libanese considerato il Padre Pio d’Oriente.

Da quel momento in poi, era il 10 novembre 1994, l’impronta sul suo braccio si sbiadiva durante l’anno e riappariva il giorno in cui si ricorda il santo Charbel.

Il marchio venne esaminato tre volte dal dottor Nabil Hokayem, un chirurgo plastico di Beirut: la prima verifica fu fatta nel 1994, subito dopo la sua apparizione, e successivamente nella primavera del 1995 e nell’estate del 1996.

Intervistato da Catholic News Agency, il dottore ha dichiarato che il marchio rappresenta una bruciatura di terzo grado e che assume la forma di “cinque dita, come se qualcuno stesse tenendo [Nader] da dietro”.

L’ustione di terzo grado è grave e distrugge sia gli strati superiori che quelli inferiori della pelle, eventualmente anche i tessuti sottostanti. Ma Hokayem ha detto che l’ustione sul braccio superiore sinistro di Nader non ha attraversato gli stadi di guarigione tipici di una grave ustione.

“Ho visto e trattato centinaia di persone ustionate; Vi posso confermare di non aver mai visto una cosa del genere “, ha detto sempre ai microfoni di CNA. “Sono rimasto davvero stupito.”

Il giorno in cui il dottore Nabil visitò per la prima volta Nader volle immediatamente fasciare l’ustione, come da manuale, ma Nader si rifiutò assicurandogli che la bruciatura non lo infastidiva affatto.  Oltre alla mancanza di dolore, il dottore ha spiegato che era insolito che l’ustione non lasciasse una cicatrice, ma che invece svanisse lentamente fino a quando non fosse “guarita completamente”.

Nader ha detto di aver continuato ad avere visioni soprannaturali da quella prima esperienza nell’eremo quasi 25 anni fa. In alcune di esse era presente anche il monaco ed eremita libanese, San Charbel, “in un alone di luce”. Ogni volta che ha queste esperienze mistiche l’impronta che normalmente è sbiadita diventa di un colore rosso scuro e afferma di aver diverse volte visto colare da questa sangue ed acqua, proprio come la prima volta.

Dopo anni passati a cercare un senso alla propria vita di ingegnere e avendo attraversato diverse crisi di fede, seppur provenendo da una famiglia cattolica maronita, Nader ha dichiarato di essere “cambiato profondamente dopo questa esperienza”. Avendo studiato ingegneria elettromeccanica e fisica nucleare a Londra visse i suoi anni universitari convinto che le risposte al senso della sua vita si trovassero soltanto nella scienza. Si unì alle milizie cristiane e partecipò alla guerra civile libanese del 75′; tanta violenza lo indusse a porsi le stesse profonde domande sul significato della vita e dell’aldilà. Così decise di rimettersi a pregare. Cominciò così a visitare l’ex eremo di San Charbel ad Annaya, cinque anni prima che la guerra civile in Libano terminasse.

Si promise che ogni giorno avrebbe fatto visita a questo piccolo eremo, lavoro e famiglia permettendo, per pregare nella cella di San Charbel. La notte del 10 novembre 1994, mentre pregava come era solito fare, “sentì qualcosa cambiare nell’aria. Ricordo che faceva freddo, Annaya si trova 1.300 metri sopra il livello del mare” e che “incredibilmente giunse nella stanza una brezza calda, un vento caldo che soffiava tutto intorno a me.”

Nader stava leggendo la Bibbia a lume di candela, e ricordò di aver notato che quando soffiava lo strano vento, tutto intorno a lui si muoveva tranne le fiamme delle candele.

“Iniziai a cercare la fonte di calore. Rimasi scioccato nel vedere che le fiamme non si muovessero con un tale vento. Così decisi di toccarle…” Prima di toccarle Nader racconta di essere stato trasportato come in un’altro mondo dove non sentiva più il suo corpo. “Tutto si era fermato”.

“Non potrei dire se ero in piedi o in ginocchio o se sentivo caldo o freddo. Mi sono trovato davanti una luce enorme, potente, “ha detto. Una luce che riscaldava ma non bruciava.

Ha detto di aver sentito la presenza di un essere, che ora crede fosse il Signore o lo Spirito Santo, anche se al momento pensava di aver semplicemente sognato; quindi iniziò a parlare da solo.

Ricevette questa risposta:  ‘No, non stai sognando.’ … “Ora sei cosciente. Non sei mai stato così consapevole come lo sei ora. ‘”

“Per alcuni secondi sentivo qualcosa che non potrei descrivere facilmente. Era una sensazione di gioia, felicità, pace, forza, amore, tenerezza “, ha detto.

Nader supplicò la presenza di non andarsene, di portarlo con sé, e questa fu la risposta: “Sono sempre dappertutto”, prima che la luce si fermasse e Nader si ritrovasse di nuovo al freddo nell’eremo. Guardando l’orologio si rese conto che erano passate 4 ore come “fosse un secondo”.

Tornato in auto, l’uomo si accorse che il maglione gli si stava attaccando al braccio, si tirò su la manica e scoprì di avere cinque dita “incise” sul braccio, con “sangue e acqua che uscivano dalle dita. ”

Courtesy of Raymond Nader.

Nader, marito e padre di tre figli, è ora il presidente del Movimento dei messaggi libanesi, che lavora per promuovere e proteggere i valori libanesi, ed è il direttore esecutivo della televisione cattolica mediorientale Noursat TV. Ogni anno viaggia in tutto il mondo per condividere la sua testimonianza.

Nader ha detto che quando parla alle persone, specialmente a coloro che sono scettici riguardo a ciò che ha vissuto, inizia ponendo alcune semplici domande.

“La prima cosa è spingerli a cercare il significato delle loro vite”, ha detto. “Qual è lo scopo di tutto ciò che fai? Stai investendo in questa vita, okay, studi, ti sposerai, hai figli, hai molti investimenti, molti progetti e tutto finirà quando morirai. Quindi, cosa stai facendo?”

Ha detto che la seconda cosa di cui parla è l’importanza dell’amore.

Nader ha anche iniziato un gruppo di preghiera chiamato la famiglia Saint Charbel. Poco più di 120 anni dopo la morte del santo, San Charbel ha devoti in tutto il mondo, e il santuario del monastero di Annaya, in Libano, dove è sepolto, riceve un gran numero di visitatori da tutto il mondo ogni anno.

Il coordinatore del santuario, p. Louis Matar, è anche responsabile dell’archiviazione dei miracoli attribuiti all’intercessione dell’eremita libanese. Ai microfoni di CNA ha dichiarato che dal 1950 il santuario ha registrato oltre 29.000 guarigioni cliniche di persone provenienti da tutto il mondo che pregavano per l’intercessione del santo.
Tali guarigioni hanno portato Nader a chiedersi perché il santo maronita interceda per così tante persone in tutto il mondo.

“Credo che [San Charbel] non stia mostrando il suo potere “, ha detto. “San Charbel ci sta dicendo: “Sono potente, posso fare miracoli”. Questo non è il suo scopo. Lo scopo di San Charbel è indicare Dio, mostrare alla gente Dio. “

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