Negli ultimi vent’anni la “locomotiva cattolica” dell’Asia è stata la Corea del Sud

Cattolici Coreani a Messa. Foto: Alan Holdren/EWTN

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Uno studio dell’Istituto Pastorale Cattolico della Corea (CPIK) ha di recente fatto luce su un fatto straordinario: nell’ultima decade la Corea del Sud ha visto il numero di cattolici crescere in maniera costante.

Tra il 1998 e il 2018 il numero di cattolici è aumentato del 48%, passando dai tre milioni ai cinque milioni attuali. 

Lo studio, pubblicato dal The Korea Herald, ha evidenziato che il motivo principale di questa vertiginosa crescita è stata la visita di Papa Francesco in Corea del Sud nel 2014, grazie alla quale i cattolici sono passati dall’ 8.3% al 11.1% della popolazione totale. 

Non solo. Negli ultimi vent’anni sono aumentate a dismisura anche le vocazioni sacerdotali segnando un +52%. Sono più di duemila le persone che si dichiarano sacerdoti o consacrati nel paese. Lo stesso vale per i missionari coreani inviati all’estero. Dai 356 del 1999 ai 1.083 del 2018.

Resta comunque il fatto che sono diminuite le presenze di studenti nei seminari cattolici, che segna un – 17% negli ultimi vent’anni sommato alla costante decrescita delle presenze alla Messa domenicale e all’invecchiamento della popolazione cattolica. I giovani che si dichiarano cattolici sono diminuiti del 33% nelle ultime due decadi.

Alla luce della crescita della popolazione cattolica, la Chiesa di Corea è pronta ad assumere un ruolo sempre più rilevante nell’evangelizzazione in Asia, offrendosi come un importante sostegno alle comunità di altri Paesi.

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