Chiesa Italiana: le 3 Preoccupazioni di Papa Francesco

Papa Francesco durante l'Assemblea della CEI - Credit: Daniel Ibanez, EWTN

Qui trovate il testo pronunciato a braccio dal Santo Padre dove espone quelle che sono secondo lui i tre grandi problemi che sta attraversando la Chiesa Cattolica in Italia:

“Oggi – ha esordito il Papa – è la giornata di Maria Madre della Chiesa, non siamo soli: Maria ci accompagna come Madre. Santa Madre Chiesa gerarchica, così diceva Sant’Ignazio. Maria ci aiuti a che la Chiesa sia madre e anche la nostra anima sia madre: le tre donne madri: Maria, la Chiesa e l’anima. Questo incontro è di dialogo e di riflessione. Condivido con voi tre preoccupazioni, non per bastonarvi eh. Potete criticare il Papa! Non è peccato. Mi preoccupa lacrisi delle vocazioni, va in gioco la nostra paternità ed è una emorragia. E’ un frutto avvelenato della cultura del provvisorio, del denaro e del relativismo insieme agli scandali, alla testimonianza tiepida e all’inverno demografico. E’ triste vedere questa terra che entra in una sterilità vocazionale senza trovare rimedi efficaci. Propongo una più concreta condivisione fidei donum tra le diocesi italiane. La seconda preoccupazione: povertà evangelica e trasparenza. L’ho imparato come gesuita, la povertà è madre e muro della vita apostolica. La fa nascere e protegge. Chi crede non può parlare di povertà e vivere come un faraone, è una controtestimonianza. E’ scandaloso gestire i beni della Chiesa come se fossero personali. Per favore! Non fatevi manipolare. Dobbiamo gestire con esemplarità con regole chiare ciò per cui un giorno daremo conto. Sono consapevole e riconoscente che nella CEI si è fatto molto negli ultimi anni, ma ancora si deve fare di più. Terza preoccupazione è lariduzione e l’accorpamento delle diocesi. Non è facile. Credo che ci siano diocesi accorpabili. Ne ho già parlato nel 2013. Si tratta di esigenza pastorale, studiata più volte, già prima del 1929. Paolo VI nel 1964 parlò di eccessivo numero di diocesi. Anche la Congregazione per i Vescovi nel 2016  ha chiesto alle conferenze episcopali regionali di inviare i loro pareri. Un argomento trascinato troppo e da concludere al più presto. Si può fare qualcosa. Queste sono le mie preoccupazioni, sono spunti di riflessione”.

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