Forse la vera “aura” non è quella che otteniamo quando tutti ci guardano, ma quella che nasce quando mettiamo la nostra vita nelle mani di Dio!
Mons. Héctor Fabio Henao, Delegato della Conferenza Episcopale Colombiana per i rapporti con lo Stato, propone di guardare oltre questa tendenza e scoprire un'"aura" che si ottiene solo coltivando la vita spirituale.
Se anche tu sei su TikTok, Instagram o altri social, avrai sicuramente sentito parlare di "Aura Farming". Il termine viene usato per descrivere le azioni che fanno sembrare una persona più sicura, interessante, apprezzata, con uno stile che colpisce gli altri senza sforzo.
L'espressione deriva dal mondo dei videogiochi, nei quali vengono eseguite azioni per accumulare risorse, esperienza o punti. Da qui è nata l'idea di "guadagnare punti aura": quando qualcuno fa qualcosa di impressionante, si dice, spesso in tono scherzoso, che ha appena guadagnato "aura".
Ma dietro questo termine diventato virale c'è qualcosa di molto più antico: il desiderio di distinguersi, essere riconosciuti e fare una buona impressione sugli altri!
Cosa c'è al di là di ciò che mostriamo agli altri...
Per il vescovo, voler essere visti e riconosciuti non è una novità. Molto prima che esistessero i social, cercavamo già di attirare l'attenzione, distinguerci e ottenere l'approvazione degli altri. La novità riguarda i modi con cui lo facciamo.
“Ultimamente ho sentito molto i giovani parlare di 'Aura Farming' o di guadagnare punti aura. All'inizio ciò mi faceva ridere, ma poi ho capito che c'era dietro molto di più: dimostrare sicurezza, guadagnare rispetto dagli altri, proiettare un'immagine di se stessi. Questo non è nuovo, è qualcosa che esiste da molto tempo. Tutti vogliamo apparire, essere riconosciuti, essere presi in considerazione"
Il problema si presenta quando quel desiderio finisce per intrappolarci...
"Ma c'è una trappola, ed è rimanere intrappolati in quella proiezione della propria immagine"
Forse la domanda più importante non è quanta "aura" abbiamo di fronte agli altri, ma cosa stiamo coltivando quando nessuno ci sta guardando.
Dove si trova la vera “aura”?
Di fronte a questa tendenza, il vescovo propone di ribaltare il concetto. Se l'"Aura Farming" consiste nel fare cose che aumentano la nostra immagine davanti agli altri, cosa succederebbe se iniziassimo a cercare un'"aura" che non dipende dall'approvazione altrui?
"C'è un modo per avere la vera aura: perdonare quando è difficile farlo, ascoltare chi ne ha bisogno, essere in grado di andare incontro a chi è più debole. Questa è la vera aura. Dio ci concede la capacità di crescere in quella vera aura e di non cadere nella trappola dell'essere manipolati solo per proiettare un'immagine”
Che tipo di "aura" stiamo cercando?
La riflessione di Mons. Henao non vuole condannare un'espressione che fa parte del linguaggio di molti giovani. Piuttosto, vuole usare questa tendenza come punto di partenza per parlare di qualcosa che tutti possiamo sperimentare: il desiderio di essere visti, riconosciuti e apprezzati.
